//Antonio l’insegnante in pensione che porta i libri nei paesi in cui non si legge più

Antonio l’insegnante in pensione che porta i libri nei paesi in cui non si legge più

bibliomotocarro

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ex maestro, in pensione da 18 anni, arriverà con il suo motocarro, trasformato da anni in una biblioteca su ruote piena di libri colorati per bambini e ragazzi, che ormai tutti conoscono proprio come il “Bibliomotocarro”

i paesi sono scelti tra quelli che non hanno librerie o biblioteche e in cui, più che il altri posti, i bambini e ragazzi del luogo possono avere bisogno della sua biblioteca su 3 ruote.

Così da 18 anni Antonio porta avanti quella che per lui è diventa una missione culturale; diffondere ovunque cultura e libri, soprattutto dove non si legge più o dove non ci sono gli adeguati servizi.

Antonio racconta di avere percorso più di 170 mila chilometri a borda del suo motocarro, portando la sua biblioteca ambulante in tantissimi paesini dal centro sud italia

e dice sicuro, che nonostante la fatica e la scomodità e l’età del mezzo, quei 170 mila chilometri li ri-percorrerebbe tutti.

bibliomotocarro

quando arriva nei piccoli paesi, di solito la sua visita è accolta come una festa, prima di tutto perché li Bibliomotocarro arriva sempre accompagnato dalla musica e poi perché intorno a lui, appena spegne il motore, compaiono bambini incuriositi che si mettono a sfogliare e leggere i libri.

Non mancano anche delle giornate speciali in cui è proprio Antonio a mettersi a leggere e raccontare le favole scritte sulle pagine, per i bambini del paese, che gli si siedono intorno e stanno ad ascoltare.

Sul sito di questo bel progetto, Antonio ci racconta il suo pensiero:

“Agli eventi pubblici, alle manifestazioni più importanti, alle celebrazioni ufficiali e alle luci della ribalta è auspicabile affiancare altri percorsi di incontro, di fusione e solidarietà tra grande e piccolo”

e lo scopo delle sue avventure in giro per i piccoli paesini del sud Italia è subito dichiarato: richiamare l’attenzione sul crescente allontanamento dai libri soprattutto, delle nuove generazioni, affascinate ed attratte sempre più da videogiochi e cellulari.

Antonio racconta che da piccolo, essendo figlio di due contadini, quando si spegneva l’unica lampadina che c’era in casa, il solo modo per continuare a leggere era accendere una candela, e che la fiamma di quella candela non si è mai spenta ed è diventata una fiamma di passione per la letteratura e la narrativa.

il momento più bello e che riesce a ripagare Antonio da ogni fatica?

quando i bambini entusiasti lo abbracciano e salutandolo gli chiedono quando tornerà di nuovo in paese!

e conclude sottolineando che: Nessuno nasce lettore, sta a noi genitori, alla scuola, alla società fare dei nostri bambini dei lettori perchè è con la lettura che si formano gli uomini di domani ma soprattutto si trasmette ai bambini l’importanza della cittadinanza attiva”