Un investimento di civiltà: l’Università di Padova fornisce un robot di telepresenza alle persone malate, in quarantena o temporaneamente impossibilitate a frequentare. Costano 4000 euro più IVA e si muovono nei corridoi e nelle aule universitarie pilotati da casa: quasi come camminare per davvero dentro l’Ateneo.

L’Università di Padova fa, dunque, un passo avanti incredibile rispetto a prima. I robot di telepresenza garantiscono, infatti, autonomia ed efficacia maggiori.

“L’Università non è solo assistere alle lezioni, ma anche poter socializzare, poter andare in corridoio, poterti girare quando senti delle risate. Con un robot di telepresenza uno studente può andare dove vuole, restando autonomo”.

Francesco Elia Rizzo, studente Ingegneria Informatica, Padova

La nuova rettrice dell’Università, Daniela Mapelli, aveva fissato questo obiettivo in campagna elettorale: “Noi siamo e dobbiamo essere una Università inclusiva. Rispetto a tutte le azioni fatte fino ad ora e ne abbiamo fatte moltissime, dobbiamo concentrarci maggiormente sull’accompagnamento per studenti con delle necessità speciali, anche con dei progetti per il singolo. Ad esempio ci è stato chiesto da un gruppo di studentesse con momenti di fragilità particolari come potrebbe essere un disturbo alimentare, che per un periodo non possono frequentare, ma che vorrebbero continuare a partecipare. Dobbiamo andare sempre di più nella direzione dell’inclusione per una società maggiormente inclusiva”. Ha poi mantenuto l’impegno e messo in campo i robot, una volta eletta.

Tutto ciò che va verso l’inclusione reca vantaggio a tutti ed è una vittoria della civiltà. Dopo molti altri secolari meriti, Padova raggiunge questo nuovo fondamentale traguardo.

Ti è piaciuta questa buona notizia? Allora forse può piacerti anche un’altra bella notizia sui robot nel turismo

Ti è piaciuta questa buona notizia? Leggi anche un’altra bella notizia su Spiderman a Pediatria

, ,
Francesca Vian

Appassionata del sociale fin da bambina, vince a 13 anni la sua prima battaglia, facendo abolire il grembiule nero imposto solo alle ragazze; a 17 anni gira un intero polo ospedaliero per chiedere denunce, e poi… non si è più fermata. Fedele al motto di Don Lorenzo Milani che “la parola è la chiave fatata che apre ogni porta”, ha continuato a consumare le scarpe per “aprire le porte” e a studiare il linguaggio, perché crede che soltanto la consapevolezza ci possa assegnare un mondo migliore. E sono ancora tante le porte che si debbono aprire. Lo sguardo è lucido, ma deliberatamente ottimista, forte di un inesauribile impegno civile. Autrice di "Resistere in piedi", Millelire di Stampalternativa, "I baci di Matteo Salvini. I 37 segreti di una propaganda" e altri.

STAI ANCORA UN PO' CON NOI ! LEGGI ANCHE :
Latest Posts from Positizie

1 Comment

  1. E dopo i banchi a rotelle….

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

uno × cinque =

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.