Paziente non vedente torna a vedere forme semplici attraverso l’utilizzo di un impianto cerebrale e occhiali speciali

un team di scienziati dell’Università Miguel Hernández (Spagna), dell’Istituto olandese di neuroscienze (Paesi Bassi) e del John A. Moran Eye Center dell’Università dello Utah (USA) ha creato con successo una forma di “vista artificiale” attraverso un impianto cerebrale che ha permesso ad una donna completamente cieca di tornare a vedere le forme.

Nell’articolo, dal titolo “Percezione visiva creata con microelettrodi intracorticali inseriti nella corteccia occipitale umana”, pubblicato su The Journal of Clinical Investigation, Eduardo Fernández, ricercatore dell’Università Miguel Hernández, descrive in dettaglio come una serie di elettrodi ineriti nella corteccia cerebrale, ha ridato una forma semplice di vista ad una volontaria non vedente di 58 anni.

Il team ha condotto una serie di esperimenti con volontari non vedenti nel loro laboratorio a Elche, in Spagna. I risultati rappresentano un balzo in avanti per gli scienziati che sperano di creare una protesi cerebrale visiva che possa realmente aumentare l’indipendenza delle persone non vedenti, facendogli tornare la vista di forme e oggetti intorno a loro.

il procedimento:

Un neurochirurgo ha impiantato un insieme di 100 microelettrodi nella corteccia visiva della donna non vedente per stimolare i neuroni situati vicino agli elettrodi. La paziente indossava occhiali dotati di una videocamera in miniatura; un software specializzato ha codificato i dati visivi raccolti dalla fotocamera e li ha inviati agli elettrodi situati nel cervello. il gruppo di elettrodi ha quindi stimolato i neuroni circostanti a produrre punti di luce bianchi noti come “fosfeni” per creare un’immagine.

La donna non vedente è un ex insegnante di scienze ed era completamente cieca da 16 anni al momento dello studio. Non ha avuto complicazioni dall’intervento chirurgico e i ricercatori hanno stabilito che l’impianto non ha compromesso o influenzato negativamente nessuna delle funzioni cerebrale.

Con l’aiuto dell’impianto, è stata in grado di identificare forme e semplici lettere evocate da diversi schemi di stimolazione. Per aiutarla a fare pratica con la protesi, i ricercatori hanno creato un videogioco con un personaggio del popolare programma televisivo I Simpson.

Il ricercatore Eduardo Fernández ha affermato: “Questi risultati sono entusiasmanti perché dimostrano sia la sicurezza che l’efficacia di questa tecnologia e potrebbero aiutare a realizzare un sogno che da decenni di portano dietro molti scienziati, che è il trasferimento di informazioni dal mondo esterno direttamente alla corteccia visiva di individui non vedenti, ripristinando così una forma rudimentale della vista.

il professore P. Roelfsema, coautore dello studio ha commentato: “Questo nuovo studio fornisce la prova del principio e dimostra che i nostri precedenti risultati negli esperimenti sulle scimmie possono essere tradotti nell’uomo. Questo lavoro rischia di diventare una pietra miliare per lo sviluppo di nuove tecnologie che potrebbero trasformare il trattamento della cecità”.

“Uno degli obiettivi di questa ricerca è la possibilità di dare maggiore autonomia alle persone senza vista, potrebbe consentire loro di identificare una persona, porte oggetti o automobili. Potrebbe aumentare l’indipendenza e la sicurezza. È su questo che stiamo lavorando”.

Il team di ricerca ha già un prossimo obiettivo in mente, riuscire ad utilizzare un sistema di codifica di immagini più sofisticato, in grado di stimolare più elettrodi contemporaneamente e di ottenere immagini visive più complesse, lavoreranno per riuscire già ad inserire questa evoluzione nelle prossime serie di sperimentazioni.

paziente torna a vedere
gli esperimenti in cui la paziente tornare a vedere grazie all’impianto

Fonti: eurekalert

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