starup vaia

La startup trentina “Vaia” fa rinascere le foreste abbattute dalla tempesta riforestando. L’obiettivo sono 50mila alberi piantati entro fine 2021.

Vaia è una startup nata nel 2019 da un gruppo di amici, Federico Stefani, Giuseppe Addamo e Paolo Milan. Federico un anno prima, nel 2018 ha visto gli effetti catastrofici della tempesta abbattersi sulla sua città di origine e sui foreste secolari che da sempre hanno fatto parte di quei luoghi. Una stima è che siano caduti 42 milioni di alberi in quei due giorni catastrofici del 28 e 29 ottobre 2018, quanto un uragano ha spazzato via intere vallate nelle Dolomiti

Federico in quel momento non solo scopre sulla sua pelle la gravità dei cambiamenti climatici in atto, ma capisce anche che bisogna agire per svegliare la coscienza collettiva, e decide di iniziare a farlo tramite un progetto, e la creazione di un primo oggetto di design, il “Vaia Cube” una cassa, creata dal legno degli alberi distrutti dalla tempesta, un prodotto fino a quel momento inutilizzato, il Vaia Cube vuole portare con sè un messaggio sul tema ambientale, ma anche un atto concreto di rinascita, infatti per ogni cassa venduta, la startup pianta un albero dove la tempesta 3 anni fa ha spazzato via boschi e foreste,

La startup trentina vuole realizzare oggetti utili sia all’uomo che alla natura, mettendo al centro la terra ed il territorio. come si legge sul loro sito internet “

“Vogliamo recuperare gli alberi sradicati dalla tempesta trasformandoli in prodotti finiti. Tuttavia, a causa di una consistente presenza di tronchi squarciati, non potevamo costruire oggetti complessi e di grandi dimensioni. Ma non intendiamo fermarci qui: ciascun prodotto venduto rappresenta un albero che VAIA pianterà per dare nuova vita a boschi e foreste.”

L’obiettivo di Vaia è quello di piantare 50mila nuovi alberi nelle zone colpite dalla tempesta entro la fine del 2021, e come si vede dal grafico sul loro sito, al momento sono già al 75% del traguardo da raggiungere, con oltre 37mila alberi già piantumati e piantati che negli anni cresceranno e diventeranno futuri boschi,

Larice, acero montano, sorbo dell’uccellatore, una recente giornata di piantumazione Giuseppe Addamo ha spiegato : “Abbiamo messo a dimora soprattutto degli alberi di larice. Il larice, infatti, è una pianta che si radica molto bene nel suolo e riduce il rischio di dissesto idrogeologico, che è un problema reale”

La starup sta piantumando in Trentino, in Veneto e in Fruili Venezia Giulia, anche grazie al prezioso aiuto delle guardie forestali, della Asuc e di Etifor la starup dell’università di Padova,

La startup (con i suoi rappresentanti Federico Stefani e Marianna Moser), è stata invitata alla Camera dei Deputati dalla vicepresidente della Commissione Politiche dell’Unione Europea Emanuela Rossini insieme ad altre 40 start up per pensare ad delle proposte concrete per l’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr).

le proposte si sono concentrare su due temi sempre più fondamentali per il nostro stato, la sostenibilità e transizione ecologica. Complimenti a questa startup di giovani che con il suo progetto, sta riforestando le zone distrutte dalla tempesta Vaia.

Fonti ed Immagini: vaiawood.eu

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1 Comment

  1. Sono entusiasta per tutto ciò che ci avete informato. Se posso essere utile, volentieri e grazie. No soldi

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