Avatar robot per turismo solidale

Francesco è un ragazzo ricoverato presso la Pediatria di Padova. Dall’ospedale ha pilotato il robot Ohmni, un avatar che gli ha permesso di muoversi in mezzo alle Dolomiti (il video del suo arrivo). Ha visitato il pian terreno di Villa San Pio X nel bellissimo lago di Carezza (BZ), e poi è uscito in escursione. Un robot avatar per un turismo solidale, sostenibile e inclusivo.

Francesco ha visto il Latemar e il Catinaccio imponenti sopra l’orizzonte. Ha osservato i fili d’erba flettersi al vento, gli insetti colpiti dal sole. Misteriosi echi di animali hanno scosso il silenzio. I rami si sono spezzati al suo passaggio. Ha respirato le stesse bellezze dei suoi compagni di avventura, con cui ha facilmente interagito.

Non è un’altra persona che porta in giro Francesco, come accadeva prima di questa rivoluzione: lui stesso pilota il suo avatar dal letto d’ospedale, e decide dove volgere lo sguardo o con chi parlare.

Francesco è lì quasi per davvero: la tecnologia è al servizio dell’inclusione, della bellezza, del valore supremo della socialità (non si vedono soltanto i luoghi; li si vive insieme ad altre persone).

E’ una rivoluzione inclusiva

Questo miracolo è reso possibile dal robottino Ohmni, un robot di telepresenza economico e versatile, che trasforma radicalmente le esperienze e le possibilità di apprendimento di coloro che non possono muoversi. Lo scorso anno, a Carezza, era in azione il vecchio robot Padbot P2 Lulù, di impostazione simile.

Il turismo solidale è diventato una vera rivoluzione, grazie a Michela Toffanin, presidente della Associazione Amici di Carezza e a Roberto “Fox” Mancin, consigliere, nonché Informatico presso la Pediatria di Padova.

avatar robot turismo solidale
Michela Toffanin e l’Ohmni pilotato da Francesco. Un avatar robot per un turismo solidale.

Roberto Mancin è da sempre impegnato a piegare la tecnologia al servizio della qualità della vita di tutti. Egli ha detto a Positizie: “I robot potranno aiutarci a recuperare parte della nostra umanità”. Questa vera rivoluzione inclusiva è nello statuto dell’Associazione: “Progetti di tele-presenza e tele-esistenza per coinvolgere persone che per motivi medici o logistici non potranno raggiungere il luogo degli eventi, ma che potranno da casa, da un letto di ospedale o da un altro luogo, essere presenti tramite tecnologie innovative“.

E’ proprio arrivato il momento di fornire una risposta a chiunque debba sperimentare la limitazione. C’è da sperare, infatti, che i finanziamenti convergano tutti in questa direzione: i robot di telepresenza rivoluzionano la prospettiva dell’inclusione. Questi robot sociali, intelligenti e buoni possono essere oggi al servizio dell’umanità di domani.

Francesca Vian francescavian@gmail.com

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Francesca Vian

Appassionata del sociale fin da bambina, vince a 13 anni la sua prima battaglia, facendo abolire il grembiule nero imposto solo alle ragazze; a 17 anni gira un intero polo ospedaliero per chiedere denunce, e poi… non si è più fermata. Fedele al motto di Don Lorenzo Milani che “la parola è la chiave fatata che apre ogni porta”, ha continuato a consumare le scarpe per “aprire le porte” e a studiare il linguaggio, perché crede che soltanto la consapevolezza ci possa assegnare un mondo migliore. E sono ancora tante le porte che si debbono aprire. Lo sguardo è lucido, ma deliberatamente ottimista, forte di un inesauribile impegno civile. Autrice di "Resistere in piedi", Millelire di Stampalternativa, "I baci di Matteo Salvini. I 37 segreti di una propaganda" e altri.

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