mente placata
Pensieri e note in modalità MINDFULNESS

Quando la mente è placata, tranquilla, quando non cerca risposte o soluzioni, quando non resiste né evita, soltanto allora può esservi una rigenerazione, poiché allora la mente è in grado di percepire la verità; ed è la verità che libera, non lo sforzo di essere liberi. (La prima ed ultima libertà – Jiddu Krishnamurti)

Si parla molto di meditazione, tutti vogliono meditare oggi. Solo 50 anni fa meditare si associava ai monaci, ai lunghi capelli dei santoni indiani e agli hippie che viaggiavano in Oriente. Ora anche i broker di Wall Street, nel cuore della finanza internazionale, ebbene anche loro meditano. Persino i giudici di Corte Suprema americana, prima di un verdetto importante si ritirano per una seduta di Mindfulness.

Certo è che si sta diffondendo una maggiore attenzione alla ricerca interiore, all’attenzione profonda, alla conoscenza di sè in linea con la prescrizione socratica della ricerca della verità. Ricordiamoci di guardare le cose onestamente con la giusta misura e modalità, in relazione a noi stessi e al mondo in cui viviamo per evitare confusione e sapere cos’è la meditazione.

La Mindfulness – riferendoci a Jon Kabat-Zinn, biologo Usa, fondatore del protocollo MBSR Mindfulness Based Stress Reduction – attinge per l’85% almeno all’antica arte meditativa del Vipassana, a cui sono stati aggiunti una pennellata di Zen e un pizzico di psicoterapia. Vipaśyanā è un termine che significa “vedere le cose in profondità, come realmente sono”, ed è una delle più antiche tecniche di meditazione dell’India (fonte Wikipedia). Inoltre, secondo l’Enciclopedia Treccani: Zen è “Forma di buddhismo giapponese, derivata nel 12°-13° sec. dalla scuola cinese Chan e riduce la tecnica ascetica alla sola meditazione“.

Esiste un’altra scuola Mindfulness che riporta al maestro vietnamita Thich Nhat Hanh, “un leader spirituale globale, poeta e attivista per la pace, celebrato in tutto il mondo per i suoi insegnamenti sulla consapevolezza, l’etica globale e la pace”. Entrambe le scuole lavorano nella direzione della pace interiore come stato essenziale dell’individuo per poter estendere la pace nelle relazioni personali, sociali e globali. Ancora la Treccani definisce la pace: accordo, armonia, concordia, feeling, intesa, unione. ↔ in opposizione a conflitto, contrasto, discordia, dissidio, lite, lotta, urto.

Sembra quindi evidente che la Mindfulness – o pratica di consapevolezza – sia fondamentale per raggiungere un equilibrio interiore da trasferire poi nelle relazioni personali e sociali. Sia una ricerca interiore nutriente e pacificante sia un cammino spirituale fuori dal contesto religioso. Chiunque abbia praticato questa meditazione, sa di cosa stiamo parlando.

monaci in meditazione

La definizione classica della Mindfulness di Jon Kabat-Zinn recita “consapevolezza che emerge dal prestare attenzione con intenzione al momento presente in maniera non giudicante e all’esperienza di ogni momento successivo”. Date le definizioni, ci resta la pratica. Si chiama così proprio perchè non è una teoria e si comprende solo praticandola. E’ molto semplice, ma non facile. Non propone dogmi, regole, precetti, invita a sedersi e chiudere gli occhi per ri-conoscere il respiro e il corpo, per entrare in connessione con la propria interiorità, intesa come semplice realtà oggettiva, aldilà di ogni idea o narrazione. L’esperienza immediata, sentita, vissuta istante dopo istante ci semplifica e ci calma.

Entrare in contatto con la realtà dell’istante ci racconta molto di quanto stiamo vivendo, ci porta vicini a noi stessi come siamo realmente, ci tiene ancorati al presente e fuori dal sequestro abituale di passato e futuro. Non solo. Se ci accorgiamo delle sensazioni nel corpo, facilmente scopriamo la relazione immediata di queste con l’emozione del momento e respirandogli dentro e fuori, indeboliamo l’emozione disturbante. Quasi magico!

Ci vuole un po’ di familiarità con la pratica, un buon istruttore e continuità per assaporare le scoperte, la leggerezza, la libertà che emerge. E’ terapeutica, un toccasana sull’eccesso di cortisolo nel sangue quando lo stress diventa cronico, ma non è adatta a tutti e non sempre è il momento giusto per praticarla. Quando arriva il bisogno di staccare dal malessere esistenziale, sale una pulsione da dentro e allora è il momento giusto. Nelle comunità di praticanti guidati dagli insegnamenti del maestro zen Thich Nhat Hanh – un percorso più strettamente spirituale – viene proposto un richiamo a tornare all’istante presente grazie al suono di una campana ogni mezz’ora, per tornare qui e ora. La mente non si placa mai, siamo fatti così noi umani, ma si puo’ pacificare, ammorbidire. Una maggiore libertà è possibile.

La maggior parte di noi inizia un percorso meditativo in cerca di pace. Ma ben presto ci accorgiamo che quello con cui entriamo in contatto è il caos della nostra mente e la ristrettezza del nostro cuore. La pace non è la quiete, è piuttosto l’accoglienza dell’irrequietezza. Chandra Livia Candiani

cosa vedi nell’immagine, dipende da come è la tua mente in questo istante
Marcella Manzini www.etiqameditazione.onweb.it
Marcella Manzini

“Una vita vissuta come ricerca. E la ricerca si è rivolta all’interno dopo aver a lungo esplorato e viaggiato altrove”
“Amo guardare fuori dalla finestra o da un finestrino. Amo il viaggio.
Amo l’amore. Amo le risate. Amo piangere. Amo camminare.
Amo tutto quello che tocca il cuore e che sa di vero. Amo sedermi in meditazione”.
istruttore certificato MBSR Mindfulness Based Stress Reduction con certificazione acquisita nel 2016 presso AIM Associazione Italiana Mindfulness di Milano.
Diplomata in Naturopatia nel 2011 presso Scuola AeMeTra di Torino.
Collabora con insegnanti di yoga, medici, psicologi e psicoterapeuti.
Naturopata e bio-terapista, pratica meditazione e yoga da oltre 30 anni.

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