coscienza sofferenza
Pensieri e note in Modalità Mindfulness

Molto spesso ho visto quanto facilmente alcuni individui superavano un problema nel quale altri fallivano completamente. Questo “superamento”, come lo chiamai in passato, risultava – come mi rivelò la mia esperienza successiva – da un innalzamento del livello della coscienza. Quando cioè nell’orizzonte del paziente compariva un ulteriore interesse più elevato e più ampio, il problema insolubile perdeva tutta la sua urgenza grazie a questo ampliamento delle sue vedute. Non veniva dunque risolto in modo logico, per se stesso, ma sbiadiva di fronte a un nuovo e più forte orientamento dell’esistenza. Non veniva rimosso o reso inconscio, ma appariva semplicemente sotto un’altra luce, e diventava così realmente diverso. Ciò che a un livello inferiore avrebbe dato adito ai conflitti più selvaggi e a paurose tempeste affettive, appariva ora, considerato dal livello più elevato della personalità, come un temporale nella valle visto dall’alto della cima di un monte. Con ciò non si toglie alla bufera nulla della sua realtà, ma non le si sta più dentro, bensì al di sopra.   (C.G. Jung, Opere, XIII)

Jung ci insegna sempre qualcosa di prezioso e “alto”. In quanto esseri umani dobbiamo fare i conti ogni giorno con le miserie della vita. Per fortuna ogni tanto uno sprazzo di sole ci solleva lo sguardo e la luminosità dei nostri momenti eccellenti rischiara l’orizzonte. Sappiamo cogliere quei momenti? Sappiamo goderne e lasciare che ci espandano verso l’alto?

Alzare lo sguardo dai nostri angusti panorami non è sempre facile, in special modo quando ci sembra che tutto si accanisca contro la nostra felicità. Di una cosa possiamo essere certi: tutto cambia in continuazione, tutto quel che inizia ha una fine. Non si scappa da questa verità, e anche i momenti difficili passano presto o tardi. Dal punto di vista della Mindfulness, tutto dipende da come noi reagiamo ai quei momenti

E possiamo fare un ulteriore passo. Alzare lo sguardo per prendere un nuovo punto di vista anche quando ci sembra che tutto stia precipitando nella catastrofe. Anche nei momenti peggiori c’è qualcosa di piacevole. Se osserviamo la natura intorno, per esempio. Se andiamo a esplorare in profondità. Se abbracciamo il mondo così com’è. Se entriamo in contatto con noi stessi con leggerezza, rimanendo nel momento presente. Per vedere meglio. Per allargare la visione.

la marea della vita ci fa trovare nuovi spazi

Una persona che ci abbandona, ci porta sofferenza certo, ma forse sta facendo spazio per qualcuno migliore nella nostra vita. Un licenziamento è una sfida importante, ma potrebbe aiutarci a trovare il nostro vero talento e un nuovo mestiere mai immaginato prima. Sta a noi ampliare lo sguardo e vedere oltre. Lasciando che i confini si allarghino, rimettendoci in discussione ogni momento, cogliendo gli attimi, fermandoci a sentire cosa ci sta attraversando il cuore e la mente, con uno sguardo nuovo, pulito, ogni volta innocente.

La vera sfida è come noi reagiamo nei momenti difficili. Un’interessante opportunità che si trova a metà strada tra la sofferenza e il risveglio. Quella sofferenza che aggiungiamo al dolore quando ci aggrappiamo al passato. Il risveglio nell’accogliere le possibilità che il cambiamento ci sta offrendo, se impariamo a vedere.

Tutto alla fine cambia, finisce, cade in pezzi, si rompe, muore. Ogni momento possiamo rinascere dopo questa rottura. Il nostro cuore si spezza e si ricompone ogni momento se impariamo ad ascoltarlo. Una strada c’è se sappiamo cogliere quanto siamo pietrificati nelle storie che ci raccontiamo. E se invece cogliessimo queste occasioni per ampliare il nostro sguardo? Provando a guardare oltre la relazione che sta finendo, oltre alla situazione intorno a noi che sta andando in pezzi. Abbracciare l’incertezza ci apre a nuovi orizzonti e ci eleva a un’ottava superiore nella qualità della vita.

Certo, prima dobbiamo affrontare il dolore. Ma possiamo non rimanere invischiati dentro. Quello che ci è famigliare non è necessariamente salutare per noi. (Pensiamoci!). Scegliamo la sofferenza quando rimaniamo aggrappati a qualcosa che non c’è più. Scegliamo il risveglio quando abbracciamo il coraggio di accogliere il nostro sconforto nello spazio della nuova realtà delle cose.

Se impariamo a cogliere questa apertura, siamo svegli. La nostra natura profonda è oltre questi alti e bassi. Là troviamo la nostra salvezza. Dove non ci ostiniamo a cercare la sicurezza, la solidità e la famigliarità nelle cose che cambiano. La solidità è solo temporanea. La sicurezza non esiste. Possiamo acquisire questa verità e trovare la nostra comodità anche nella tempesta. Con uno sguardo leggero e ironico, in pezzi eppure ancora integri.

RAIN per trovare leggerezza e salire di qualità

R.A.I.N.

  1. Riconosci cosa sta succedendo, sentilo nel corpo e senti cosa ti dice la mente, con l’intenzione di ascoltare
  2. Accogli, permetti all’esperienza che stai vivendo di essere lì, semplicemente come è, senza voler cambiare nulla
  3. Investiga con gentilezza da dove arriva l’esperienza, il movimento dei tuoi sensi e della tua coscienza
  4. Non ti identificare nell’esperienza, l’esperienza non sei tu, tu sei il testimone di quanto sta accadendo
Marcella Manzini www.etiqameditazione.onweb.it

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Marcella Manzini

“Una vita vissuta come ricerca. E la ricerca si è rivolta all’interno dopo aver a lungo esplorato e viaggiato altrove”
“Amo guardare fuori dalla finestra o da un finestrino. Amo il viaggio.
Amo l’amore. Amo le risate. Amo piangere. Amo camminare.
Amo tutto quello che tocca il cuore e che sa di vero. Amo sedermi in meditazione”.
istruttore certificato MBSR Mindfulness Based Stress Reduction con certificazione acquisita nel 2016 presso AIM Associazione Italiana Mindfulness di Milano.
Diplomata in Naturopatia nel 2011 presso Scuola AeMeTra di Torino.
Collabora con insegnanti di yoga, medici, psicologi e psicoterapeuti.
Naturopata e bio-terapista, pratica meditazione e yoga da oltre 30 anni.

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