italia riconosce lingua dei segni

Dopo un percorso lungo più di 10 anni, l’Italia raggiunge tutti gli altri paesi europei riconoscendo ufficialmente la lingua dei segni: un passo importante di giustizia e di inclusione delle persone con sordità.

L’ENS, ossia l’Ente Nazionale Sordi, lo ha definito “un momento storico”, soprattutto perché lungamente atteso: la Lis, acronimo che descrive appunto la Lingua Italiana dei Segni, il 19 maggio scorso ha ottenuto il proprio riconoscimento ufficiale con l’approvazione del Decreto Sostegni.
Il decreto, infatti, contiene un articolo che riguarda le «Misure per il riconoscimento della lingua dei segni italiana e l’inclusione delle persone con disabilità uditiva».

UN TRAGUARDO ATTESO DA MOLTO TEMPO.

Il Governo italiano, già nel 2009, aveva ratificato la «Convenzione dell’Onu sui diritti delle persone con disabilità», che conteneva norme specifiche relative alla materia. Cionostante, il vero riconoscimento dell’identità linguistica delle persone sorde non era stato fatto e questo rendeva l’Italia parzialmente inadempiente rispetto alla Convenzione.

Ma, fortunatamente, 12 anni dopo finalmente questo gap è stato colmato. L’articolo 34-ter del decreto, infatti, «riconosce, promuove e tutela la lingua dei segni italiana (Lis) e la lingua dei segni italiana tattile (List)».
Inoltre, nello stesso documento, si riconoscono le figure dell’interprete Lis e dell’interprete List quali professionisti specializzati nelle attività di traduzione e interpretazione.

L’ITALIA RICONOSCE LA LINGUA ITALIANA DEI SEGNI: I COMMENTI.

Le reazioni non si sono fatte attendere. L’Ente Nazionale Sordi ha subito commentato la notizia in modo molto positivo. Ecco le dichiarazioni tratte dal sito web dell’ente:

«Il 19 maggio 2021 entra di diritto nella storia della comunità sorda italiana. È un giorno storico per tutti noi. L’Italia colma il grave ritardo che l’aveva portata a essere l’ultimo dei Paesi in Europa a non aver riconosciuto la propria lingua dei segni nazionale. Dopo una lotta pluridecennale, speranze deluse, battaglie in tutte le sedi, campagne di sensibilizzazione, sit-in, petizioni, convegni, progetti e imponenti manifestazioni di piazza e dopo questo periodo così complicato, che non ha fatto altro che mettere a nudo e amplificare le discriminazioni che vivono ogni giorno le persone sorde, siamo arrivati finalmente a questo risultato importantissimo, un segno di civiltà e una conquista non solo per le persone sorde, ma per tutta Italia».

LA LIS: COS’È E DA CHI PUÒ ESSERE INSEGNATA.

La Lis non è una semplice traduzione mimica o abbreviata dell’italiano. Essa è una lingua a tutti gli effetti, dotata di proprie regole grammaticali, lessicali, sintattiche e morfologiche e combina componenti manuali/gestuali con altre non-manuali (come, ad esempio, la postura o le espressioni del viso).
Attualmente in Italia esistono diverse opportunità di apprendimento della Lis. Tra esse, ricordiamo i corsi specializzati organizzati dalla stessa ENS, che permettono di acquisire le competenze necessarie per diventare interpreti o assistenti alla comunicazione.
Un futuro decreto, infine, definirà i percorsi formativi necessari all’accesso alle professioni di interprete e a regolare le norme transitorie per chi già esercita tali professioni.

LA SORDITÀ DURANTE IL COVID: COMUNICARE È ANCORA PIÙ DIFFICILE.

La pandemia ha reso ancora più complicato lo scambio comunicativo per le persone con sordità. Le regole imposte per il contenimento della diffusione del virus, su tutte l’uso della mascherina, hanno limitato ulteriormente la comunicazione e l’interazione sociale. E i numeri non sono trascurabili: si stima che in Italia vi siano ben 45mila persone sorde. Lo spiega bene il Dott. Luca Rotondi, Presidente dell’Associazione Emergenza Sordi APS:

«Non potendo usare l’organo uditivo, le persone con disabilità uditive fanno affidamento sulla lettura del labiale dell’interlocutore. Capacità, questa, gravemente compromessa dall’obbligo di indossare la mascherina che può creare enormi e inaccettabili disparità di trattamento nei soggetti con deficit dell’udito».

La speranza è che, dopo questo importante riconoscimento avvenuto, l’attenzione per il tema resti alta e si tramuti in impegni concreti, per consentire alle persone affette da sordità di poter condurre una vita il più possibile agevole.

L’Italia riconosce la Lingua Italiana dei segni: un altro passo importante di giustizia e di inclusione delle persone con sordità è stato compiuto!

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Fonti: Sito Ufficiale Ens Images photo created by freepik – www.freepik.com

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Umberto Piubello

Credo nel potere trasformativo delle parole e, per questo, cerco di sceglierle con cura sia nelle mie relazioni quotidiane che nel mio lavoro.
Nella vita mi occupo di Comunicazione.
Sono attivo nel sociale e nel volontariato, in diverse forme.
La musica è una parte fondamentale della mia esistenza.
Canto e suono in una band che si chiama Kallaste, compongo canzoni e sono consapevole di questo privilegio creativo.
Sogno molto, anche ad occhi aperti.

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