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In Spagna tornano i bisonti selvatici, animali che in Europa si erano estinti nel 1919 e potrebbero aiutare a limitare gli incendi estivi che ogni anno devastano ettari di boschi

Dalla quasi totale estinzione ad inizio 1900 al recupero di una specie attraverso 12 esemplari tenuti in cattività, che hanno permesso la lenta reintroduzione in natura del grande mammifero erbivoro, che promette di aiutare, per le sue abitudini alimentari, a limitare gli incendi estivi,

Le temperature si fanno più calde e la Spagna si prepara ad affrontare l’ennesima estate di incendi boschivi che negli ultimi 10 anni hanno distrutto circa 741.000 ettari di foresta, solamente lo scorso anno il fuoco ha annientato 45.000 ettari di boschi, e ci sono segnali evidenti come in California e Australia, che gli incendi estivi stanno anno dopo anno sempre più frequenti e più intensi.

Mónica Parrilla, responsabile della campagna incendi boschivi di Greenpeace, spiega che due fattori che sicuramente determinano un’aumento degli incendi sono il cambiamento climatico e lo spopolamento rurale a cui si aggiunge un calo dell’allevamento di pecore sta lasciando la Spagna senza un erbivoro di riferimento per la pulizia delle sterpaglie e delle erbe che compongono il sottobosco,

da qui si evince come la reintroduzione del bisonte selvatico un erbivoro di grandi dimensioni soprannominato “il tagliaerba vivente” possa essere un valido alleato non solo per aumentare la biodiversità del territorio, ma anche per tenere pulito il sottobosco e limitare le sterpaglie e gli arbusti grazie a cui gli incendi si propagano più velocemente,

Fernando Morán, un veterinario che è direttore del Centro europeo di conservazione dei bisonti della Spagna racconta

“Il bisonte europeo fornisce un immediato aumento della biodiversità. Apre parti fitte della foresta che lasciano entrare la luce e consente all’erba di crescere invece che alla macchia di arbusti, il che riduce il rischio di incendio e, a sua volta, avvantaggia numerose specie offrendo anche a loro più e nuovo cibo e più libertà di movimento”.

I bisonti selvatici pesano fino a 1000 kg, mangiano circa 30 kg di vegetazione al giorno composta per circa il 30% da fibra di legno e per il 70% da germogli e foglie, sono stati spinti all’estinzione in Spagna 10000 anni fa, ma il loro numero sta crescendo grazie ad un programma di protezione e reintroduzione della specie,

Il primo progetto di inserimento in natura, in Spagna, dei bisonti selvatici è stato portato avanti nel 2010, quanto 7 esemplari di bisonti furono liberati in 20 ettari di foresta di querce, i bisonti con la loro alimentazione hanno ripulito il sottobosco, hanno favorito la crescita degli alberi dritti, mentre mangiavano quelli storti e piegati, (probabilmente più facili da raggiungere) e hanno reso la foresta decisamente migliore a livello visivo, di sottobosco e biodiversità, mettendo in opera un lavoro di disboscamento che se fatto da un impresa specializzata sarebbe venuto a costare più di 3000 euro per ettaro, quindi in questo caso, 60mila euro,

Sonia Roig Gómez, professoressa presso l’Università Politecnica di Madrid, sottolinea che è l’intervento umano, in particolare sotto forma di pastorizia, che fino a poco tempo fa ha ridotto al minimo i rischi di incendio. Nel Mediterraneo, il pascolo è stato fondamentale per lo sviluppo del paesaggio, il declino della pastorizia ha portato a più incendi.

Per questo motivo, conclude Fernando Morán “Stiamo incoraggiando e aiutando i proprietari terrieri a sviluppare un progetto con i bisonti perché fa bene alla terra e fa anche risparmiare denaro, oltre a incoraggiare l’ecoturismo ed avere un ruolo nella possibilità di limitare gli incendi boschivi”

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spagna il ritorno dei bisonti selvatici che può aiutare contro gli incendi estivi

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Fonti: TheGuardian

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