trattato armi nucleari

“È solo l’inizio, non la fine, dei nostri sforzi” pochi giorni fa è entrato in vigore il Trattato sulla Proibizione delle Armi Nucleari.

Pochi giorni fa, il 22 gennaio 2021 è entrato in vigore il Trattato sulla Proibizione delle Armi Nucleari (TPNW), segnando una data storica per il bene dell’umanità, si tratta del primo strumento di diritto internazionale umanitario, giuridicamente vincolante,

l’entrata in vigore del Trattato sulla messa al bando delle armi nucleari è solo l’inizio del lavoro che si dovrà fare per portare sempre più paesi ad aderirvi, al momento gli stati firmatari sono 86 e quelli che lo hanno ratificato 51. (purtroppo inspiegabilmente tra questi non c’è l’Italia)

Il Testo proibisce esplicitamente e inequivocabilmente l’uso, la minaccia dell’utilizzo, la produzione, lo sviluppo e lo stoccaggio di armi nucleari e obbliga gli Stati aderenti a non supportare o indurre nessuno in alcun modo a impegnarsi in qualsiasi attività vietata dal Trattato. Il trattato richiede anche a tutti gli stati aderenti di ripulire le aree contaminate dall’uso o dai test nucleari.

si tratta di un promemoria senza precedenti, dopo più di 70 anni dal primo utilizzo delle armi atomiche, sul fatto che si debba sempre intervenire a difesa della vita, a maggior ragione con l’aumento delle tensioni globali

Un ruolo fondamentale per raggiungere l’ufficializzazione di questo trattato è stato quello della Campagna Internazionale per abolire le armi nucleari (ICAN), del Movimento Internazionale di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa

Il trattato arriva proprio quando, a causa dell’emergenza sanitaria in atto, si è visto a livelli globale, le grandi difficoltà dei sistemi sanitari nazioni di far fronte a emergenze in modo efficace,

ovvero che in caso di attacco nucleare nessun sistema sanitario, nessun governo sarebbe in grado di rispondere adeguatamente all’emergenza sanitaria causata da un’esplosione nucleare,

Da adesso in poi il lavoro sarà quello di portare sempre più paesi ad aderire al trattato, (al momento grandi assenti insieme all’Italia sono 10 paesi detentori di armamenti nucleari) senza smettere di sostenere uno sviluppo di una nuova etica globale, in difesa della terra e degli essere umani,

Francesco Vignarca, coordinatore campagne per la Rete italiana Pace e Disarmo spiega:

“Da oggi, per la prima volta, i governi avranno a disposizione uno strumento legale efficace per realizzare il disarmo nucleare nei propri Paesi. Un passo storico che non sarebbe stato possibile senza l’impegno dei cosiddetti ‘Paesi in via di sviluppo’ o ‘marginali’, tra cui proprio quelli che hanno subito negli anni i test nucleari sul proprio territorio – come le Isole Fiji, le Isole Marshall, Nauru, ma anche Kazakistan o Algeria – e che ora dicono basta”.

siamo di fronte ad un trattato storico, ma che è solo l’inizio del lavoro di sensibilizzazione in difesa della vita, che si spera possa aprire possibilità di dialogo e riflessione tra i paesi non aderenti.

Gli interrogativi etici e morali che ogni stato che non ha firmato il trattato si dovrà porre sono i valori di sicurezza collettiva e di importanza delle vite umane, si apre una nuova era nella possibilità di difendere il mondo.

le richieste di adesione al trattato armi nucleari

Fonti: retepacedisarmo.org – Photo Credits :Galerie Bilderwelt/Getty Images

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