Inventa una macchina per diagnosticare il tumore

Judit Girò Benet inventa una macchina per diagnosticare velocemente il tumore al seno. Si chiama The blue box ed è una scatola da tenere in casa. Basta inserire un esame delle urine, per individuare i marcatori tumorali. Per creare questo apparecchio ha collegato gli studi sul comportamento degli animali all’intelligenza artificiale, dopo che la malattia ha colpito sua mamma.

Inventa una macchina per diagnosticare il tumore
Judit Girò Benet inventa una macchina per diagnosticare il tumore a casa propria

La giovanissima ingegnere biomedico ha portato un prototipo di questa scatola già alla tesi di laurea all’Università di Barcellona. Ma non si è accontentata. Sta frequentando un master in California in Sistemi cyber-fisici incorporati ed ha dunque imparato l’intelligenza artificiale. L’ha applicata alla sua invenzione, perfezionandola al punto da vincere il prestigioso premio James Dyson, 40.000 euro per brevettare e divulgare la sua opera.

Il motivo per cui ho voluto costruirlo è perché ho scoperto che ci sono alcuni cani in grado di rilevare la “malattia” negli esseri umani. Se il cane abbaia, sa che l’uomo ha il cancro. E i cani non hanno mai torto, hanno sempre ragione.

La sua scoperta si fonda sull’esperienza di alcuni cani, provata scientificamente: i cani hanno “annusato” il tumore, e hanno messo in guardia i loro padroni. Nel 1989, per esempio, un Collie-Doberman ha insistentemente interagito con una porzione di gamba del suo padrone, che poi ha evidenziato effettivamente un tumore, subito rimosso.

Judit ha pensato che, se un cane poteva annusare infallibilmente un tumore, avrebbe potuto farlo anche l’intelligenza artificiale dentro la sua scatola. Il primo prototipo che ha creato è costato 35 euro. Si potrebbe dunque, a basso costo, garantire la diagnosi precoce, una sfida essenziale per la salvaguardia della vita.

Un giorno, quando avevo 15 anni, ho sentito qualcuno tenere un discorso sull’ingegneria biomedica. È stato un colpo di fulmine per questa carriera, me ne sono completamente innamorata! Un día, cuando tenía 15 años, y escuché a alguien dar un discurso sobre la ingeniería biomédica. Fue un flechazo con esta carrera, me enamoré completamente.

La studiosa 24enne ha scelto di dedicarsi al tumore al seno per l’esperienza di sua madre. Ha pensato di concentrarsi su questa malattia, difficile da diagnosticare, ma che va assolutamente presa in tempo. In Spagna una donna su 8 ne soffre, in un momento della vita; è la principale causa di morte per tumore nelle donne spagnole, ma la diagnosi precoce potrebbe salvare la vita. Tuttavia, lo screening non è facile. La mammografia ha una bassa sensibilità e l’esame stesso comporta qualche margine di rischio.

The Blue Box” è un dispositivo biomedicale che permetterà alle donne in futuro di sottoporsi a un test del cancro al seno a casa, senza dolore, senza radiazioni e a basso costo. Judit vuole elevare il diritto di tutte le donne del mondo ad avere accesso a una medicina preventiva di qualità e sta catalizzando questo cambiamento.

Fortuna immensa a Judit e alla sua invenzione!

Francesca Vian francescavian@gmail.com

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Francesca Vian

Appassionata del sociale fin da bambina, vince a 13 anni la sua prima battaglia, facendo abolire il grembiule nero imposto solo alle ragazze; a 17 anni gira un intero polo ospedaliero per chiedere denunce, e poi… non si è più fermata. Fedele al motto di Don Lorenzo Milani che “la parola è la chiave fatata che apre ogni porta”, ha continuato a consumare le scarpe per “aprire le porte” e a studiare il linguaggio, perché crede che soltanto la consapevolezza ci possa assegnare un mondo migliore. E sono ancora tante le porte che si debbono aprire. Lo sguardo è lucido, ma deliberatamente ottimista, forte di un inesauribile impegno civile. Autrice di "Resistere in piedi", Millelire di Stampalternativa, "I baci di Matteo Salvini. I 37 segreti di una propaganda" e altri.

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