pazienti alzheimer villaggio

In Francia c’è un villaggio per chi ha perso la memoria per non vivere la malattia in una stanza d’ospedale, ma per affrontare l’Alzheimer sentendosi a casa

Si trova nella Francia sud occidentale, vicino a Dax, c’è un villaggio pensato esclusivamente per chi è malato di Alzheimer, al posto che una classica casa di cura, in un singolo edificio,

l’idea è quella di creare un luogo alternativo all’idea di ospedale, che assomigli il più possibile al mondo reale, in questo caso infatti è stato ricostruito un piccolo villaggio o paese in miniatura

in cui i malati di Alzhaimer possano vivere il distacco in modo meno doloroso, in un ambiente che li faccia rimanere attivi nell’esercizio delle piccole abitudini e routine quotidiane che avrebbero potuto fare a casa loro prima di soffrire della malattia, per esercitarsi a mantenere l’autonomia e vivere l’ospedalizzazione e il ricovero in maniera meno traumatica possibile,

il villaggio ha aperto a Giugno, al momento ospita 105 residenti, i medici, gli infermieri e gli OSS solitamente (eccezion fatta per il momento di emergenza sanitaria che stiamo vivendo) non vestono camici che potrebbero spaventare i pazienti, ma vestiti normali,

usciti dalle loro stanza, tutte in palazzine basse, e organizzate come se fossero piccoli appartamenti autonomi, con un numero civico e il nome di chi le abita, i pazienti durante in giorno si ritrovano in un piccolo villaggio composto di strade, panchine, alberi,

proprio come uno dei tanti piccoli paesi che si trovano nel sud della Francia, anche qui si può andare a comprare il pane dal panettiere, andare a bere qualcosa nel piccolo caffè che si trova sulla strada o recarsi al supermercato, ogni acquisto non si paga con soldi ma con sorrisi,

ci sono poi gli appuntamenti fissi al teatro, dove si svolgono spettacoli musicali e si vedono film, si può andare dal parrucchiere oppure in libreria, quando ci si crea delle amicizie con altri pazienti si può invitarli a mangiare insieme alla caffetteria, oppure accogliere i familiare che vengono in visita,

Madeleine Elissarde, una signora di 82 anni è stata la prima ad entrare nel villaggio, prima viveva con la figlia che poi non è più riuscita a gestirla da sola, allora si è spostata a vivere con un altro figlio, ma i continui spostamenti e l’impossibilità della famiglia di dedicarle attenzioni a tempo pieno, sembravano far peggiorare i segni della malattia, Madeliene si trovava molto più spesso spaesata ed in difficoltà, così i figli hanno pensato al trasferimento presso il villaggio Alzheimer,

la signora racconta di trovarsi bene, che il cibo è buono e che sembra di vivere in un paese, quasi come a casa, non ha la sensazione di trovarsi in una casa di cura o in un ospedale, qui ha poco a poco riacquistato nuovi punti di riferimento (il bar, il supermarket, la vicina di casa), è circondata da molti altri anziani con sui scambiare due chiacchiere, si sente più tranquilla,

“la nonna pare aver ritrovato il suo amore per la vita”
commenta la nipote

Il villaggio si ispira al modello olandese, progetto che viene seguito con grande interesse dalla comunità scientifica poichè sembra che far vivere i pazienti in maniera più autonoma possibile, e in un contesto meno ospedalizzato riesca a rallentare il progredire della malattia

Francia, il villaggio per i pazienti Alzheimer

questo tipo di villaggio è il primo in Francia, ma un modello simile a quello olandese è stato replicato, anche in Italia, ve ne abbiamo parlato qui: “Villaggio Alzheimer”, il piccolo paese che dà libertà ai malati

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Fonti ed Immagini : villagealzheimer.landes.fr

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