Zimbabwe parchi nazionali estrazione

In Zimbabwe arriva il divieto per proteggere i parchi nazionali e i suoi abitanti, stop all’estrazione mineraria

Tutto inizia poche settimane fa quando le autorità della riserva hanno notato alcune attività minerarie all’interno della stessa da parte di due aziende cinesi, Afrochine Energy e Zimbabwe Zhongxin Coal Mining Group,

si scopre quindi che il presidente dello stato ha rilasciato due licenze speciali per portare avanti la ricerca di carbone all’interno del parco nazionale di Hwange, la più grande riserva del Paese che si trova a nord della capitale Harare, al cui interno vivono più di 80mila elefanti e molte altre specie protette come leoni, leopardi, rinoceronti e bufali,

l’estrazione avrebbe sicuramente causato ingenti danni all’ambiente alla flora e fauna locali, per questa ragione sono divampate nelle ultime settimane polemiche e proteste da parte delle associazioni che difendono gli animali e da parte di tantissimi cittadini, molto preoccupati da una scelta che ha il solo fine quello economico ma che avrebbe sicuramente portato alla distruzione di habitat naturali dal valore inestimabile,

Così le pressioni degli attivisti per l’ambiente e della associazioni ambientaliste, con capofila la Zimbabwe Environmental Law Association, hanno portato la decisione fino in tribunale, presentando una richiesta urgente al giudizio dell’Alta Corte di giustizia di Harare che si è espressa a favore della salvaguardia dell’ambiente, stabilendo il divieto di estrazione mineraria all’interno di tutti i parchi naturali dello stato, che sicuramente avrebbe causato “danni permanente ed irrecuperabili” all’ecosistema,

così il governo ha immediatamente aderito al provvedimento della corte suprema annullando tutti i contratti e titoli minerari detenuti da qualsiasi società su tutto il territorio dei parchi nazionali, lasciando i parchi agli animali che li vivono,

nella sentenza del tribunale si legge

“L’autorizzazione e l’inizio dell’attività estrattiva in un parco nazionale protetto viola il dovere costituzionale di tutti di prevenire il degrado ecologico e promuovere la conservazione dell’ambiente e della flora e fauna”

Fortunatamente una scelta scellerata a livello ambientale, presa solamente per un tornaconto economico, che avrebbe causato danni permanenti all’ambiente, alla flora e alla fauna, è stata fermata con una sentenza che non lascia adito ad ulteriori dubbi e “eccezioni” future,

per il momento e ovviamente speriamo per sempre, il parco nazionale e tutti i suoi animali sono salvi

elefanti
Zimbabwe nei parchi nazionali vietata l’estrazione

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Fonti : bbc.com

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