La scelta di Edith libro

La scelta di Edith racconta la storia di una psicologa sopravvissuta all’Olocausto che ha saputo dare un senso alla propria vita aiutando gli altri

Perché lo consigliamo

Edith Eva Eger è la protagonista e l‘autrice del libro. Ha vissuto l’esperienza devastante dei campi di concentramento e ne è sopravvissuta. Non solo è riuscita a sopravvivere, ma ha vissuto una vita piena e appagante. È un libro che infonde speranza e certezza che qualsiasi trauma possa essere superato e incoraggia l’idea che possiamo decidere di abbandonare il ruolo di vittima e diventare protagonisti di una vita piena, appagante e con un significato profondo.  Non possiamo certo cancellare la sofferenza e il passato, ma possiamo scegliere di vivere intensamente adesso, perché “non è mai finita finché non è finita.”

Perché è positivo

La scelta di Edith ci aiuta a comprendere che la vera libertà è una scelta: scelta di rinunciare al ruolo di vittima, di liberarsi dalla prigione della mente, di includere anche il dolore e il passato in ciò che siamo. Scelta di reagire in modo costruttivo alle esperienze che la vita ci impone di affrontare: quando siamo determinati a diventare ciò che l’esistenza stessa ci ha chiamato ad essere, siamo davvero liberi e non c’è oscurità che non possa essere illuminata dalla speranza. La vita in fondo è fatta di tante scelte, piccole o meno, che ci portano dal buio alla luce, dalla prigionia alla libertà. Come dice la stessa autrice: “non possiamo scegliere di cancellare l’oscurità, ma possiamo scegliere di illuminarla.”

A chi può piacere “La scelta di Edith”

Se amate le storie di persone speciali, questo libro fa per voi. Se state cercando di superare un trauma, una difficoltà, un problema, la storia che Edith racconta potrà esservi di ispirazione e motivazione. Se state cercando un senso più alto per la vostra esistenza, una realizzazione più profonda, questa lettura vi accenderà il cuore.

La scelta di Edith libro
La scelta di Edith è un libro che accende il cuore del lettore

Di cosa parla

Edith Eva Eger nel suo libro racconta la sua storia dall’infanzia ai novant’anni. Ebrea ungherese, all’età di sedici anni viene portata insieme alla sua famiglia in un campo di internamento e poi ad Auschwitz. È la sua storia completa, dai primi ricordi nella piccola cittadina ungherese in cui è nata, all’esperienza devastante del nazismo fino all’espatrio negli Stati Uniti. Qui lentamente e con coraggio Edith riprenderà in mano la sua esistenza e troverà un senso alla sua vita. Diventerà psicologa e aiuterà altre persone a liberarsi dalle gabbie mentali che le intrappolano privandole della vera libertà.

La sofferenza è universale. Sentirsi vittime, invece è facoltativo.

Edith ci insegna la differenza tra essere vittime e sentirsi vittime. Purtroppo può capitare nella vita di essere vittime di qualcosa o di qualcuno, ma il sentirsi vittima è una condizione che viene da dentro e che solo noi possiamo cambiare. Quando decidiamo che non ci sentiamo più vittime, l’esistenza si espande e diventiamo protagonisti ed eroi del nostro presente e del futuro che ci aspetta.

Quando Edith comprende l’importanza di riconoscere il proprio dolore e il proprio passato, di smettere di negarlo, inizia realmente a vivere e diventa la persona che era destinata a diventare. Trova il suo senso profondo nell’aiutare gli altri e riceve a sua volta dai pazienti l’aiuto necessario per essere ogni giorno sempre più libera e sperimentare un’autentica guarigione.

A guarirci non è il tempo, ma il modo in cui lo utilizziamo. Possiamo guarire quando ci assumiamo la responsabilità delle scelte, di diventare chi siamo, correre dei rischi e abbandonare il passato. Quando diventiamo responsabili in prima persona dei nostri pensieri e di ciò che lasciamo entrare nella nostra mente.  Proprio come la madre di Edith le dice poco prima dell’addio definitivo:

Non sappiamo dove stiamo andando. Non sappiamo cosa succederà. Ma ricordati, nessuno potrà portarti via quello che hai messo nella tua mente.

La scelta di Edith libro
Libro La scelta di Edith, di Edith Eva Eger, nelle sue numerose traduzioni

di Isabella Pattarini

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Fonti e foto: dreditheger.com

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