I bambini non si ammalano di Covid19

I bambini non si ammalano di Covid-19. E’ uscito su Nature, la più prestigiosa rivista scientifica al mondo, lo studio che il professor Andrea Crisanti ha condotto a Vo’, paese che ha registrato la prima vittima in Italia. Abbiamo intervistato lo studioso per Positizie.

Intervista ad Andrea Crisanti

Andrea Crisanti è un medico italiano, professore di Microbiologia all’Università di Padova. E’ stato docente di Parassitologia molecolare a Londra. Ha condotto ricerche sperimentali sulla zanzara portatrice della malaria, riuscendo a incidere geneticamente sul suo organismo e a comprometterne la discendenza femminile, vettore della malattia, vera piaga in molti territori; la sperimentazione è ancora in corso, ma potrebbe dimostrarsi risolutiva. Con l’espandersi del Coronavirus è stato da subito consulente della Regione Veneto ed ha intuito le strategie fondamentali che hanno di fatto contenuto l’epidemia nella regione.

Dottor Andrea Crisanti, la Buona Notizia del suo studio è relativa ai bambini. A Vo’, nonostante siano stati esposti al rischio, i bambini non si sono ammalati. Cosa significa?

I neonati da zero a un anno si infettano. La Buona Notizia riguarda solo i bambini da 1 a 10-11 anni. Sicuramente lo studio di Vo’ dimostra che i bambini hanno una resistenza maggiore al virus degli adulti. Occasionalmente però abbiamo notizia che i bambini si possono ammalare. Non è una refrattarietà assoluta. L’evento è possibile, ma statisticamente molto raro, dal momento che a Vo’ su 234 bambini di quell’età, che vivono anche con genitori infetti, nessuno si è ammalato. Stiamo cercando di dare una spiegazione al fenomeno, ma al momento non sappiamo il perché.

La seconda buona notizia è che facendo i test a tutta la popolazione il virus viene sconfitto.

Certo. Lo abbiamo sempre detto. Se abbiamo un focolaio e facciamo il test a amici, parenti, colleghi di lavoro, vicini di casa, fermiamo il virus. Lo studio di Vo’ lo dimostra. La scienza è misura; se non ci sono dati, non è scienza.

Ho letto in una sua dichiarazione che  le mascherine funzionano.

Un’altra buona notizia è che le mascherine proteggono sicuramente dal rischio del contagio e proteggono anche quelle chirurgiche.

Nelle sue scelte e nelle sue proposte si avverte un grande rispetto per la vita umana.

Questo è sicuramente il mio principio ispiratore, che io ho tratto anche da tanti anni di esperienza nei processi di controllo dei paesi in via di sviluppo. Non c’è progresso sociale in una società che soffre per una epidemia.

La ringrazio davvero di cuore per il servizio che sta facendo e per il rispetto per la vita che lei ha mostrato fin dall’inizio.

Andrea Crisanti, professore di Microbiologia, punto di riferimento scientifico per il Coronavirus

Le positizie sono dunque tre: i bambini non si ammalano di Covid-19; con i test di massa le cose si risolvono; le mascherine funzionano. A questa intervista sulle positizie che emergono dallo studio di Vo’, possiamo aggiungere che un’altra buona notizia è Andrea Crisanti stesso, la sua capacità di muoversi dentro una epidemia sconosciuta e di trarre conclusioni solo dai fatti, la sua capacità anche di provocare fatti che portano a conclusioni.

Francesca Vian francescavian@gmail.com

L’articolo su Nature è disponibile a questo link

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Francesca Vian

Appassionata del sociale fin da bambina, vince a 13 anni la sua prima battaglia, facendo abolire il grembiule nero imposto solo alle ragazze; a 17 anni gira un intero polo ospedaliero per chiedere denunce, e poi… non si è più fermata. Impegnata in molti campi, si occupa di linguaggio come forma della comunicazione, fedele al motto di Don Lorenzo Milani che “la parola è la chiave fatata che apre ogni porta”. Ha continuato a consumare le scarpe per “aprire le porte” e a studiare il linguaggio, anche come forma della propaganda politica, perché crede che soltanto la consapevolezza ci possa assegnare un mondo migliore. E sono ancora tante le porte che si possono e si debbono aprire. Lo sguardo è di chi non ha mai voluto fuggire dalle difficoltà della vita, uno sguardo lucido, ma deliberatamente ottimista, forte di un inesauribile impegno civile. Insegnante e scrittrice.

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