La trappola della felicità è un libro che insegna a liberarsi dalla gabbia mentale in cui siamo imprigionati quando ricerchiamo la felicità.

La trappola della felicità è un invito ad accettare emozioni e pensieri spiacevoli per realizzare una vita piena e appagante.

Perché lo consigliamo

“La trappola della felicità” di Russ Harris (medico e psicoterapeuta) è un libro che spiega come riconoscere e uscire dalla gabbia mentale in cui siamo rinchiusi quando inseguiamo la felicità a tutti i costi. È un testo che offre una prospettiva originale su come si possa realizzare una vita appagante e piena di significato senza per questo negare l’esistenza del lato oscuro di pensieri ed emozioni.

Perché è positivo

Russ Harris ci ricorda che la felicità dipende dal significato che le attribuiamo. Se per noi felicità equivale unicamente a un generico “sentirci bene”, non andremo lontano, perché le sensazioni sono per loro natura effimere, temporanee, destinate a svanire. Se invece attribuiamo alla parola “felicità” un significato nuovo, ovvero quello di vivere una vita ricca e appagante, potremo in un solo istante mutare in meglio la nostra esistenza.

A chi può piacere “La trappola della felicità”

La trappola della felicità è un libro che appassionerà tutti coloro che desiderano imparare l’arte della “flessibilità psicologica” ovvero la capacità di accettare la propria esperienza interiore, rimanere nel presente e agire nella direzione tracciata dai nostri valori.

Di cosa parla

La trappola della felicità ci mette di fronte a una verità che spesso vogliamo negare: la mente umana è naturalmente portatrice di sofferenza, la sua funzione è quella di metterci in allerta e proteggerci da eventuali pericoli. Il suo ruolo nell’evoluzione umana è sempre stato quello di evitare i pericoli per garantire la continuità della specie.

Per portare avanti questa funzione nel migliore dei modi, la mente umana è costantemente focalizzata sulla valutazione di eventuali rischi e pericoli: in fondo lo fa per il nostro bene. Questo però comporta un costante richiamo a possibili minacce che a lungo andare offuscano l’obiettiva visione della realtà.

È come se la nostra mente fosse una stazione radio che trasmette per la maggior parte del tempo storie di possibili sconfitte e fallimenti, ipotetiche disgrazie e disavventure. C’è una soluzione a questa indigestione di allerta negativa: riconoscere che sono solo racconti che vanno avanti a ruota libera nella nostra testa, ma non sono la realtà oggettiva.

Una volta compreso e interiorizzato tutto questo, possiamo iniziare a vedere i pensieri che produciamo come una sequenza di parole, frasi, storie che non sono necessariamente vere. Possiamo imparare a non prendere seriamente il dramma che va in onda nella nostra testa e agire nella direzione dei nostri valori e obiettivi. Allo stesso modo possiamo riconoscere le emozioni che ci pervadono, accettarle e decidere di proseguire nella direzione che desideriamo.

La trappola della felicità ci invita a fare attenzione: le persone molto spesso “sembrano” felici, sembrano controllare pensieri ed emozioni, sembrano vivere vite serene e appaganti. La verità è però molto meno poetica di quel che pare se la guardiamo da vicino: semplicemente, non ce la raccontiamo giusta riguardo a ciò che viviamo nel nostro intimo.

Non siamo sinceri riguardo alla lotta che ogni giorno combattiamo nei confronti di tutti quei pensieri ed emozioni che la nostra società ci ha insegnato a reprimere e a non condividere perché non accettabili (rabbia, frustrazione, delusione, tristezza e molto altro). Non condividiamo con gli altri il nostro vero vissuto e così si crea una falsa apparenza di felicità.

Dobbiamo completamente sfatare il luogo comune che ci convince che le emozioni negative vadano a tutti i costi evitate. Non è così: vanno accettate, vissute e gestite, facendo in modi di ridurne l’impatto sulla nostra esistenza.

La felicità non è una condizione che possiamo catturare e fermare, è piuttosto da ricercare nel viaggio che intraprendiamo verso la nostra piena realizzazione; il disagio è la condizione che dobbiamo attraversare se vogliamo passare da dove siamo ora e arrivare alla meta.

di Isabella Pattarini

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