gestire ansia caos

Pensieri e note in modalità MINDFULNESS

Sii dolce con me. Sii gentile. E’ breve il tempo che resta. Poi saremo scie luminosissime.
E quanta nostalgia avremo dell’umano. Come ora ne abbiamo dell’infinità.
Ma non avremo le mani. Non potremo fare carezze con le mani.
E nemmeno guance da sfiorare leggere.
Una nostalgia d’imperfetto ci gonfierà i fotoni lucenti.
Sii dolce con me. Maneggiami con cura.
Abbi la cautela dei cristalli con me e anche con te.
Quello che siamo è prezioso più dell’opera blindata nei sotterranei
e affettivo e fragile. La vita ha bisogno di un corpo per essere e tu sii dolce
con ogni corpo. Tocca leggermente leggermente poggia il tuo piede
e abbi cura di ogni meccanismo di volo di ogni guizzo e volteggio
e maturazione e radice e scorrere d’acqua e scatto
e becchettio e schiudersi o svanire di foglie fino al fenomeno della fioritura,
fino al pezzo di carne sulla tavola che è corpo mangiabile per il mio ardore d’essere qui.
Ringraziamo. Ogni tanto. Sia placido questo nostro esserci –
questo essere corpi scelti per l’incastro dei compagni d’amore. nei libri.

Poesia di Mariangela Gualtieri

gestire ansia caos
gestire l’ansia il mezzo al caos – sii gentile con me. sii gentile con te

La vita ci getta nel caos molto spesso mentre cerchiamo di sopravvivere in continuo stato di agitazione. Alla lunga troppa attività, l’ennesimo caffè, ancora un messaggio e-mail cercando di risolvere tutto, ci prosciuga e ci esaurisce.

Possiamo cambiare registro, entrare in empatia con noi stessi e con gli altri, operando uno switch. Basta un po’ di attenzione. Basta dire basta. Coltivando il riposo della mente dal troppo fare. Se coltiviamo gentilezza verso noi stessi e verso gli altri, la nostra ansia si placa. E si attiva la nostra resilienza. Un sollievo.

Quando sei inseguito da un animale feroce nella savana, lo stress della fuga aiuta a salvarti la vita. Ma un’antilope disattiva in fretta la reazione automatica di fuga non appena il pericolo è scampato. Quando l’animale feroce ha cambiato direzione, l’antilope si ferma a brucare l’erba, per riprendere forza.

Noi esseri umani no, non ne siamo capaci. La nostra ansia non si spegne appena finisce il pericolo immediato. Resta nel nostro sistema e ci porta a rimuginare tutto il tempo e l’ansia aumenta. Il pericolo non c’è più e noi ancora lo sentiamo imminente. Ci restringe la visione d’insieme. Quando siamo calmi invece la nostra visione è più ampia e letteralmente vediamo più cose.

Quando siamo calmi gestiamo meglio la nostra energia proprio perché non stiamo usurando il sistema nervoso. Possiamo focalizzarci su quello che dobbiamo fare e farlo meglio. La calma è la chiave per rendere migliore la nostra vita, stare meglio nel mondo, essere creativi, lavorare per risolvere i problemi di base della vita quotidiana.

L’ansia non è negativa quando ci aiuta a riparare un momento vitale con azioni correttive e salutari per noi. Il problema nasce quando ci sommerge e ci blocca con la ruminazione mentale. L’agitazione non è il nostro nemico, piuttosto un campanello che il nostro sistema psico-fisico richiede attenzione.

Ecco quattro modi per favorire una mente calma e gentile.

1. Portiamo l’attenzione al respiro. Un mezzo potente per regolare le nostre emozioni, il respiro attiva il sistema nervoso parasimpatico, la risposta calma del nostro corpo. Usando il respiro possiamo sentirci meglio. INSPIRO e conto fino a 4, poi ESPIRO e conto fino a 8. Stringendo la gola in modo che la vibrazione dell’aria nella gola diventi un fruscìo. Questa respirazione di rilassamento profondo riduce la frequenza cardiaca e la pressione del sangue.

2. Attiviamo gentilezza e auto-compassione. Siamo i peggiori critici di noi stessi. Con gentilezza prendiamo atto che facciamo degli errori come esseri umani e possiamo rivolgerci a noi stessi con calore e tenerezza come se parlassimo a un amico che sta male. Quando attiviamo questa attitudine si abbassa il livello di cortisolo nel sangue e diventiamo più resilienti, avremo meno timore di sbagliare e siamo motivati a migliorarci.

3. Attiviamo una connessione autentica con gli altri. Un importante bisogno dell’essere umano – dopo il cibo e sentirsi al sicuro – è di essere in connessione con altri esseri umani in modalità positiva. Per tutta la vita ci attraversa un profondo bisogno di appartenenza, di connessione con gli altri e quando lo colmiamo, siamo più tranquilli. Sia nel corpo sia nella mente, sapendo che possiamo contare su altri esseri umani. La buona notizia è che prendendoci cura di noi stessi con il respiro e attivando gentilezza, diventiamo capaci di rivolgere questa cura all’esterno e sentirci parte della comunità, più vicini agli altri.

4. Sentire compassione verso gli altri. In un giorno sbagliato dove tutto sembra andare storto, se un amico ci chiama e ha un estremo bisogno di noi, corriamo in suo aiuto e stiamo ad ascoltarlo, dimenticando i nostri guai. Cosa è successo alla mente? L’energia è tornata, siamo completamente presenti. La gentilezza e la compassione attivate infatti ci proteggono dalle avversità. Non avremo debellato forse le nostre emozioni stressanti, ma quando arrivano, saremo pronti ad accoglierle. La resilienza ci porterà ad attivarci per calmare la tempesta. Con il respiro profondo, con uno sguardo gentile verso gli eventi stressanti, con tenerezza verso noi stessi e gli altri.

gestire ansia caos
gestire l’ansia in mezzo al caos – attiviamo calma e gentilezza

Marcella Manzini

etiqameditazionne.onweb.it

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