riscriviamo nostra vita

Pensieri e note in modalità MINDFULNESS

Quanto è difficile rimanere consapevoli in tempi complicati! E’difficile integrare il dolore della vita e crescere. A partire da noi stessi e poi il lavoro e le relazioni con gli altri. I saggi di tutte le epoche hanno superato la barriera e si sono lanciati più in alto delle miserie della vita, senza rifiutarle. Come facciamo a imparare questo slancio, questa inclusione senza perderci in mille pezzi?

Jung ci ha insegnato che quando abbiamo le spalle al muro dovremmo rimanere immobili. Non fare nulla. Non muoverci e mettere radici in questa immobilità. Finché non saremo abbastanza radicati e cresciuti da poterci affacciare oltre quel muro e guardare cosa ci aspetta.

Ci proviamo così. Con semplicità, iniziando dalla giornata di oggi. Da questo momento. Non importa quanto sia doloroso o complicato. Meglio che possiamo, partiamo da noi ora, così come siamo, restando dentro alla catastrofe della vita, del lavoro e includendo noi stessi nelle relazioni con gli altri. Possiamo iniziare qui e ora a riscrivere la nostra vita.

riscriviamo nostra vita
un nuovo fresco giorno– riscriviamo la nostra vita

1. Iniziamo chiudendo gli occhi oppure stiamo con gli occhi socchiusi sfocando un po’ la visione.

2. Visualizziamo l’esperienza difficile che ci sta tormentando o qualsiasi sensazione di disagio che percepiamo in questo momento.

3. Come ci sentiamo proprio ora mentre affiorano i dettagli del nostro malessere?

4. Ora teniamo questo senso di disagio aprendoci a ospitarlo, diamogli il benvenuto, sia esso un disagio fisico o emotivo. Questa sensazione va e viene se ci facciamo caso, ma in questo momento è qui. Resistere o rifiutarla la renderà più insistente.

5. Apriamoci come se fosse la prima volta che sentiamo questo malessere, questo dolore, entriamo in connessione con questa sensazione – per quanto sgradevole – con uno sguardo nuovo.

6. Proviamo a permetterci di scegliere, riconosciamo la possibilità di relazionarci con il nostro disagio in maniera diversa. Una scelta attiva, un atto di amore per noi stessi.

7. Ora torniamo a sentire il corpo e la nostra emozione e osserviamo se qualcosa è cambiato. Come ci sentiamo ora?

Se necessario ripetiamo la pratica ancora una volta, e poi ancora, aprendoci alla disponibilità di ricominciare ogni momento. Alla fine della giornata il nostro malessere non sarà così grande. La sofferenza non è così terribile. Se ci apriamo a osservare con uno sguardo nuovo e curioso, uscendo dal già conosciuto di noi stessi – io sono fatto così, mi succede sempre così – si apre un nuovo orizzonte. Entriamo in contatto con il “me stesso” di questo momento. Il mio “io” di adesso, l’unico che abbiamo, quello che siamo proprio ora. Usciamo meglio che possiamo dallo stereotipo della narrazione che ci ripetiamo e che forse non corrisponde più a chi siamo ora. Una nuova storia da scoprire e da raccontare.

riscriviamo nostra vita
facciamo un viaggio insieme, riscriviamo la nostra vita

“Ora dunque, insieme, tenteremo di studiare noi stessi ­ non ci sarà una persona che spiega mentre voi leggete e siete d’accordo o no con lei intanto che seguite le parole sulla pagina; faremo piuttosto un viaggio insieme, un viaggio di scoperta negli angoli più segreti della nostra mente. E per intraprendere un viaggio del genere bisogna viaggiare con poco bagaglio; non possiamo essere appesantiti da opinioni, pregiudizi e conclusioni, tutto quel vecchio bagaglio che abbiamo messo insieme negli ultimi duemila anni e più. Dimenticate tutto quello che sapete su voi stessi; dimenticate tutto quello che avete pensato di voi; cominceremo come se non sapessimo niente. E’ un nuovo fresco giorno. Affrontiamo questo fresco giorno come se fosse il solo giorno. Cominciamo insieme il nostro viaggio lasciandoci dietro tutti i ricordi di ieri ­ e cominciamo a comprenderci per la prima volta.”
Tratto da “Libertà dal conosciuto” di Jiddu Krishnamurti

Marcella Manzini

www.etiqameditazione.onweb.it


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