Buco dell'ozono richiudendo

Il fenomeno sta vivendo una nuova fase, con il buco dell’ozono che si sta richiudendo e sta modificando i venti e l’atmosfera

Non ci sono riusciti neppure gli accordi internazionali siglati a Montreal nel 1987, ma finalmente il buco dell’ozono si sta riducendo nei cieli dell’Antartide. Una bella notizia, visto che l’ozono fa da schermo tra il nostro pianeta e le radiazioni ultraviolette che arrivano dal Sole

Un’équipe di scienziati del Cooperative Institute for Research in Environmental Sciences alla University of Colorado, e altri istituti di ricerca, hanno rilevato che la sua progressiva chiusura sta cambiando significativamente la circolazione atmosferica, soprattutto nell’Emisfero Sud (dove, fino ai primi mesi del 2020, devastanti incendi avevano sconvolto l’Australia).

Anche secondo gli scienziati NASA e NOAA, si tratta della dimensione più ridotta mai osservata dal 1982: un vero record.

si potrebbe pensare che anche la recente riduzione o lo stop delle attività umane dovute al Coronavirus, in larga parte, abbiano contribuito a questo nuovo fenomeno,

ma in realtà questa chiusura non ha nessuna connessione con il lockdown mondiale, ma è legata all’ “ondata di calore” che l’Artico ha vissuto in questo periodo

Bentornato, ozono

Era il 1985 quando il buco dell’ozono iniziò a comparire anche sopra il Polo Nord. La tragedia era già stata annunciata dalle prime rilevazioni negli anni ’70, ma la presa di coscienza collettiva portò i governi mondiali ad adottare nuove misure necessarie per ridurre la produzione e il consumo dei gas CloroFluoroCarburi (CFC).

Successivamente, il problema spinse gli scienziati a cercare forme di rifornimento sostenibile per il settore automotive, e le nazioni in tutto il mondo a imporre limitazioni per la produzione industriale indiscriminata.

Non si può ancora esultare, perché il buco dell’ozono non è completamente richiuso: allo stato attuale, occorrono diversi decenni, ma per il momento questa è una buona notizia.

I clorofluorocarburi, sostanze in gran parte derivanti dall’operato dell’uomo, generalmente “rompono” le molecole di ozono, assottigliando il il naturale “schermo” atmosferico.

Gli studi in atto per capire il fenomeno

In uno studio pubblicato su NatureAntara Banerjee e altri esperti hanno cercato di capire in che modo l’inspessimento dello strato di ozono sia in grado di influenzare i venti atmosferici. Per farlo, sono tornati allo scenario precedente al 2000, quando la cosiddetta “corrente a getto di media latitudine” iniziò a spostarsi verso il Polo Sud. In quel periodo, il flusso tropicale chiamato “cella di Hadley” diventò sempre più forte e spesso.

I ricercatori hanno notato che entrambi i fenomeni si sono fermati, per poi invertirsi, a partire dal 2000: un cambiamento che pare sia la diretta conseguenza della progressiva chiusura dell’Hozone Hole. Queste alterazioni, a loro volta, generano cambiamenti nella temperatura atmosferica, nella quantità delle precipitazioni, nella temperatura e nella salinità degli oceani.

Martyn Chipperfield, esperto della University of Leeds ha commentato:

“È come se avessimo svoltato l’angolo. Avevamo già altri segni del fatto che lo strato di ozono stesse lentamente recuperando: questo studio rappresenta il passo successivo, quando si iniziano a vedere gli effetti di questo recupero sul clima”.

Un futuro più “green”

Il fenomeno è davvero rilevante, e studiarlo ci aiuterà a comprendere i cambiamenti climatici in atto, per capire quali possono derivare dalle emissioni di anidride carbonica (ancora in aumento) e quali siano legati al recupero dello strato di ozono.

Inoltre, l’inspessimento dello strato di ozono avviene a velocità differenti tra loro: nelle medie latitudini dell’emisfero boreale si tornerà ai livelli del 1980 entro il 2030, mentre nelle stesse latitudini dell’emisfero australe bisognerà aspettare il 2050. In ultimo, si chiuderà anche il buco sull’Antartide, presumibilmente nel 2060. Sempre se, nel frattempo, l’umanità non continuerà a flaggare il pianeta e, quindi, ad auto-flagellarsi.

Maria Cristina Folino

Buco dell'ozono richiudendo
Buco dell’ozono si sta richiudendo

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