vignette comiche covid

L’ironia e le vignette comiche decifrano il mondo alla rovescia del covid

Se è vero che si sono separati anche gli Abbracci del Mulino Bianco, allora noi abbiamo dovuto apprendere velocemente la lingua della distanza; tuttavia, l’intelligenza di massa non si è lasciata vincere dallo smarrimento del momento presente: ha reagito creando una valanga di vignette comiche, video, immagini, audio, scritti, fotografie, didascalie, apologhi, una vera e propria letteratura della distanza composta di pièce ironiche; attraverso il tam tam dei telefonini questa epica comico-surreale ci dice chi siamo noi in questo momento e ci solleva dall’angoscia.

Creata da molti e fruita da moltissimi, non solo interpreta i sentimenti che si snodano tra i fatti, ma tiene testa ai fatti, decifra il mondo alla rovescia che ci è piombato addosso, senza soccombere ad esso. Il perché si ride è un complesso incastro di ragioni.

La natura

In un video, un uomo cerca di allontanare delle galline l’una dall’altra e di tenerle a un metro, sopra una solitaria collina toscana già adombrata dal tramonto. In uno scenario di campagna appena coltivata, un agricoltore veneto sopra un trattore cerca di separare i gabbiani che si cibano dei semi; poi il clacson del mezzo agricolo li fuga nel cielo.

Si sorride non tanto perché qualcuno cerchi di distanziare uno stormo di volatili, ma perché tu stesso vorresti disappaiare quei gabbiani. Qualsiasi vicinanza dissuona, anche quella degli animali. Ci pare che tutto il mondo debba flettersi a queste logiche: la natura stessa, sembra possa ritirarsi in buon ordine, con i cuccioli nelle tane, sino a che tutto sia finito.

Eppure, la Terra sembra aver sposato il multiplo, o per lo meno il doppio: la bellezza affiora in ogni dove accompagnata; i fiori tempestano di profumi un prato, come le stelle di rubini il cielo. E’ uno straziante stordimento. Migliaia di gag sulla natura interpretano la domanda dei più: “E se tutto è cambiato: perché la primavera sboccia ancora? Perché i ciliegi gridano il grande mistero di esistere, tutti vestiti di bianco, in un incanto di gemme? E perché i loro fiori stanno ancora vicini, a gruppetti di sei, incuranti di qualsiasi decreto?” E’ una letteratura composta di pezzi che fanno ridere, ma non sono soltanto barzellette: se la natura fa il nostro gioco, per gioco, allora il Coronavirus non è proprio più un gioco.

vignette comiche covid
vignette comiche sul covid che riprendono la letteratura

La casa come il mondo

In un video c’è l’oblò di un aereo proprio accanto all’ala destra, e da lì appare un magnifico cielo e l’oceano in un panorama mozzafiato. Il rombo del bolide che sfreccia non ti impedisce di sentire la voce di un giovanissimo del Nord che dice: “Ciao ragazzi, so che è un po’ da egoista, ma non ce la facevamo più a sopportare lo stress; abbiamo trovato un volo da Roma e siamo andati via. Mi dispiace, ci vediamo fra tre mesi. State attenti, state a casa, voi, e guaritevi”. La telecamera, poi, amplia la scena: la finestra dell’aereo è il manico del flacone di candeggina, un pc proietta l’ala dell’aereo, e il ragazzo regge un asciugacapelli acceso come sonoro. Non c’è effettivamente una battuta, ma ridi, e soprattutto ti inchini al genio che ricostruisce la scena del mondo sopra la sua scrivania di studente. La candeggina è lo spiraglio dietro il quale si apre la vita di ieri, nella pièce. Ed è topico, dal momento che, se ci dicono “Armi in pugno”, prendiamo la candeggina. Essa è diventata il diaframma invalicabile che dilava il virus e gli impedisce di moltiplicarsi nel nostro corpo. E l’angoscia non soffocherà quel ragazzo che s’è ingegnato a regalare al mondo questa suprema lezione di immaginazione (clicca qui per vedere il video).

Il mondo nella propria casa

Un uomo di nome Daniele rimane immobile, in piedi, a fissare dentro lo sportello di una credenza aperta. La moglie si preoccupa e allora il giovane estrae un flacone di detersivo Sole e dice, con una bella voce del Sud: “Sto pijanno nu poco ’e sole”. Il Sole detersivo è banale rispetto al grande sole, signore del cielo, e allora si ride. Dunque, ai tempi del coronavirus, anche il sole si può ricostruire dentro una casa, e l’angoscia vola dalla finestra (clicca qui per vedere il video). E ridi perché sai che il mondo là fuori esiste ancora; di nuovo il cielo s’inginocchia all’azzurro e veglia sul celeste del mare; le persone si affacciano per catturare un po’ di sole sulla loro pelle. E ridi perché sai che la casa diventa il mondo… E si stringe un po’ il cuore, per il dolore del contrasto: eppur si ride. 

Si dà supremo risalto alla propria “prigione”, impegnandosi a ricostruire al suo interno le stesse caratteristiche del mondo: il sole, il cielo, il mare. Si cercano proprio gli elementi naturali più grandi, per fare da contrasto col piccolo spazio della casa, e per creare l’epica. Dietro queste pièce sta la consapevolezza che la casa è la tua forza: ecco perché ci lasci entrare la scena del mondo. L’immaginazione ci solleverà dall’angoscia, anzi no… proprio ci salverà. E con lei… la casa, soprattutto la nostra, che è grande come il mondo.

Il sentimento del contrario tiene testa al virus

Una valanga di vignette ironiche ci solleva dall'angoscia
Molte vignette comiche sul covid rivisitano la cultura e l’arte

Nel profilo facebook del poeta Salvatore Quasimodo c’è un post: “Ognuno sta solo davanti al frigorifero trafitto da un decreto di Conte: ed è subito sera”. Tutto si ridimensiona e si capovolge. La percezione della dissonanza rispetto a ieri risveglia quel “sentimento del contrario” (Luigi Pirandello) che ci fa sorridere. E il “sentimento del contrario” non si ribella affatto al dolorosissimo momento che ci ha investito, visto che non può, e invece di abbandonarsi all’angoscia, decide di confrontarsi con questa realtà nuova, descrive quanto sta accadendo, lo scompone e lo ricompone, e soprattutto lo confronta con le logiche di ieri.

Si placa il peso nel petto e si ritrova la leggerezza, ma non perché si è leggeri. Così la letteratura comico-surreale tiene testa al virus. Ogni gag descrive dunque la grammatica di questa nuova lingua della distanza, a volte amaramente, di una gioia malinconica. La fase due ha aperto uno spiraglio di incontro, ma la quarantena è stata lunga; i giorni trascorrevano e sembrava che non finisse mai.

Ma non ci si abbandona: nelle case si codifica e si decodifica, si estrapola e si interpola, si analizza e si sintetizza, si osserva e si confronta, si passa e si oltrepassa. Poi si elabora la gag, la si affida a un piccione viaggiatore che non è stato mai sottoposto alle limitazioni delle ordinanze, e l’opera va lontano.  

Francesca Vian francescavian@gmail.com

vignette comiche covid
Una valanga di vignette comiche ci solleva dall’angoscia del covid

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Francesca Vian

Appassionata del sociale fin da bambina, vince a 13 anni la sua prima battaglia, facendo abolire il grembiule nero imposto solo alle ragazze; a 17 anni gira un intero polo ospedaliero per chiedere denunce, e poi… non si è più fermata. Impegnata in molti campi, si occupa di linguaggio come forma della comunicazione, fedele al motto di Don Lorenzo Milani che “la parola è la chiave fatata che apre ogni porta”. Ha continuato a consumare le scarpe per “aprire le porte” e a studiare il linguaggio, anche come forma della propaganda politica, perché crede che soltanto la consapevolezza ci possa assegnare un mondo migliore. E sono ancora tante le porte che si possono e si debbono aprire. Lo sguardo è di chi non ha mai voluto fuggire dalle difficoltà della vita, uno sguardo lucido, ma deliberatamente ottimista, forte di un inesauribile impegno civile. Insegnante e scrittrice.

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