Desaparecidos italiani

Il Centro di Giornalismo Permanente ha dato vita a un progetto di memoria attiva per poter restituire un volto ai Desaparecidos italiani,

perseguitati e rapiti dalle forze militari latinoamericane nel corso del XX secolo.

Il fenomeno dei Desaparecidos rappresenta uno degli eventi più assurdi e strazianti della Storia recente. Soprattutto se si considera il periodo storico in cui si sviluppa, ovvero dopo due guerre mondiali e molteplici dittature in tutto il mondo.

L’America Latina va in controtendenza e ignora le lezioni che questi eventi appena conclusi avrebbero dovuto insegnarle. Così, nel corso degli ultimi decenni del Novecento, inaugura una serie di regimi militari in quasi tutto il continente, dall’Argentina al Messico, dal Cile all’Uruguay, dal Brasile all’Ecuador.

Ma, in concreto, a cosa ci si riferisce con il temine Desaparecidos?

Come suggerisce l’Enciclopedia Treccani, il vocabolo in spagnolo allude a tutte quelle persone che, durante le violente dittature latinoamericane (spesso di stampo militare),

sono state sequestrate e detenute in forme non legali e clandestine […], e sulla cui sorte le autorità si rifiutano di fornire informazioni.

Torture, violenze psicologiche, disumanizzazione. Ecco alcune delle armi utilizzate durante la detenzione illegale di questi esseri umani, rubati alla vita in nome di ideali politici ritenuti pericolosi dal regime in questione.

I voli della morte sono l’espressione più cruda ed efficacie del processo di “sparizione” a cui ricorrevano i carnefici. Si tratta di aeroplani che, sorvolando l’Oceano Atlantico, scaricavano centinaia di corpi oramai esausti e straziati, facendoli desaparecer.

Desaparecidos italiani

Studenti, attivisti politici, talvolta minorenni, uniti dalla voglia di rivoluzionare la società, di cambiarla radicalmente. Questo sogno, però, si è presto rivelato essere un’utopia, anzi una vera e propria condanna per loro e i loro famigliari. Ragazzi spariti nella notte e mai più rivisti, di cui non si ebbe mai notizia, ma la cui fine era diventata ben chiara a tutti.

La pellicola italo-americana del 1999 diretta da Marco Benchis, Garage Olimpo, è una mostra fedele di come lo Stato argentino utilizzava la sua forza per annientare chiunque gli si opponesse. Le scene che si susseguono includono tutte le fasi, dal rapimento alla reclusione, la tortura e, infine, l’assassinio.

Cosa c’è di positivo in tutto questo?

Purtroppo, per quello che è stato, nulla. Ma per quello che si potrebbe fare, c’è ancora speranza. Ed è proprio in questa speranza che l’iniziativa del Centro di Giornalismo Permanente affonda le sue radici.

L’organizzazione, infatti, ha dato vita ad un progetto di raccolta fondi per sovvenzionare la ricerca e la costruzione dell’Archivio Desaparecido. Si tratta, quindi, di un archivio online che ha l’obiettivo di individuare e restituire il volto agli italiani (emigrati o di origine) scomparsi tra gli anni Sessanta e Novanta del Novecento.

Un omaggio alla memoria e un motivo per non dimenticare

Per far sì che questo divenga realtà, è necessario il contributo di ognuno. Basta recarsi sul sito produzionidalbasso.com e fare una donazione a piacere in nome di tutti quelli che, in fondo, desiderano solo rendere omaggio ai loro genitori, nonni o figli, la cui immagine è solo un ricordo lontano.

di Alice Nardiotti

Fonti e immagini: produzionidalbasso.com -repubblica.it – treccani.it

Ti è piaciuta questa Buona Notizia? Forse allora potrebbero interessarti anche altre nostre buone notizie come :
Andrà-tutto-bene-decine-di-post-it-apparsi-nella-notte-regalano-speranza-a-brescia
oppure:
i-32-eroi-del-2019-cittadini-comuni-con-un-grande-cuore-premiati-dal-presidente-della-repubblica

, ,
STAI ANCORA UN PO' CON NOI ! LEGGI ANCHE :
Latest Posts from Positizie

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

10 + 15 =

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.