parliamo dell'amore

Quello che cerchiamo e vogliamo dalla vita è amore. Simone Veil ha definito molto bene che “La forma più rara dell’amore è l’attenzione“. Abbiamo bisogno di attenzione quando diciamo amore. La cerchiamo nelle nostre relazioni, in famiglia, nella coppia, nel poliamore, nell’amicizia – che è una forma di amore – e anche sul lavoro quando vogliamo essere riconosciuti, apprezzati, amati per quello che facciamo.

All’inizio cerchiamo l’amore della madre e del padre e se loro sono capaci di colmare questo bisogno primario siamo fortunati. Anche i genitori migliori del mondo tuttavia faranno qualche errore, ma una base di amore durante la crescita farà bene al nostro equilibrio emotivo.

Mentre cresciamo ci dobbiamo confrontare con il mondo, la scuola, il lavoro, e queste relazioni si sviluppano diversamente secondo l’angolo di mondo in cui viviamo e le diverse circostanze personali.

La nostra vita sociale potrebbe filare liscia, ma la delusione è sempre in agguato. Il bullo a scuola. Un amico che ci tradisce. Una pulsione sessuale mal espressa. O finita male. Quante esperienze belle oppure odiose incontriamo nella vita!

L’amore ha mille facce. Scrive Jung “… va dal cielo all’inferno, riunisce il bene e il male, il sublime e l’infinito“. E noi saliamo al cielo quando lo troviamo e scendiamo all’inferno quando ci abbandona. L’amore è il senso di tutto, è il collante della vita.

Nella nostra esistenza ricordiamo bene i momenti sublimi pieni di amore, sia per un figlio, per un partner, per un amico. Momenti preziosi di intesa, di condivisione, di divertimento, di dolcezza e anche di dolore partecipato, di sostegno reciproco.

Quando ci manca l’amore si apre il vuoto, il colore grigio prende il sopravvento e non riusciamo a fare le cose bene come vorremmo, il sangue smette di circolare.

C’è una buona notizia. Esiste una modalità per amplificare l’amore anche quando ci sembra mancare. Che possiamo operare dentro di noi senza alcun intervento esterno, che ci cura quando soffriamo davvero. Si chiama consapevolezza. Mindfulness in inglese.

Praticarla, farla diventare un esercizio quotidiano di attenzione ci premia con flussi di amore spontanei, autogenerati e senza fine.

Non è banale questa pratica che diventa una nuova abitudine. Inizia con il sedersi pochi minuti al giorno per coltivare la calma interiore. E poi nel tempo diventa un ritmo metabolico, una cura di noi stessi, un’attenzione di qualità superiore, autentica. Una pratica di gentilezza, fuori dal giudizio e dalla critica continua.

Questa pratica porta gioia al nostro cuore. Apre orizzonti luminosi e sguardi amorevoli verso noi stessi e il mondo. E’ una specie di risposta positiva al pilota automatico della critica continua, della lamentela continua, del disfattismo.

Se mi tratto bene, con attenzione e gentilezza, poi sorge tenerezza in me e con gli altri. Le tenerezza e la gentilezza sono terribilmente contagiose!

Quando si approfondisce la pratica di Mindulness, la tenerezza, la benevolenza e l’apertura emergono spontanee e nel lungo periodo la conseguenza significativa è proprio l’amore. L’amore inteso ad ampio spettro, verso se stessi (e ci si tollera meglio), verso gli altri (e migliorano anche le relazioni complicate), amore verso l’universo intero. Una forma d’amore con una potenza e un’estensione sorprendenti.

Basta qualche minuto al giorno seduti ad ascoltare il nostro respiro e le nostre sensazioni. Con pazienza, con curiosità, con perseveranza. Sviluppiamo un tipo di attenzione profonda, sempre più raffinata e intensa.

Impariamo a gestire meglio le nostre emozioni e le nostre storie d’amore con l’attenzione necessaria a renderle più preziose. La pratica di consapevolezza o Mindfulness ci porta in contatto con la profondità del nostro essere e con il mondo intero, espande il nostro senso di appartenenza all’umanità intera. Così il giorno di San Valentino si moltiplica.

Non siamo sempre innamorati nella vita, ma possiamo sviluppare amore per noi e per tutti, in ogni istante. Non si tratta di positività a tutti i costi. Al contrario si riescono a vedere le cose esattamente come sono. Ma la negatività non ci travolge più, ci offre un punto di vista diverso, ironico, disincantato, consapevole appunto della meravigliosa “… catastrofe della vita …” (cit. da Zorba il greco).

E tu riesci ad amarti e ad amare?

Possiamo parlarne

Marcella Manzini – etiqameditazione.onweb.it

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