un lavoro di 10 anni che ha portato alla mappatura genetica cancro attraverso un team internazionale di 1300 scienziati, tra cui ricercatori italiani

Scoperta dai ricercatori della fondazione Montalcini, una molecola che può bloccare la malattia di Alzheimer

Al momento è stata testata sulle cavie da laboratorio, quindi ci vorranno ancora molti mesi e sperimentazioni per verificarne l’efficacia anche sull’uomo e qualora sia confermata metterla in commercio,

ma la notizia è un grande passo avanti nella ricerca sulla demenza Alzheimer poichè per la prima volta è stata scoperta una molecola che “ringiovanisce il cervello” e blocca la malattia.

La scoperta è tutta italiana ed è stata condotta dai ricercatori della fondazione EBRI (European Brain Research Institute) “Rita Levi Montalcini” ,

la molecola in questione è l’anticorpo A13, che si è visto sui topi, favorisce nel cervello la nascita di nuovi neuroni, contrastando gli effetti che accompagnano la fase precoce della demenza,

gli animali trattati con questo anticorpo hanno ricominciato a produrre neuroni a livelli quasi normali, andando quindi a contrastare la diminuzione di neurogenesi che si verifica durante questo tipo di malattia,

infatti nelle fasi precoci dell’Alzheimer si riduce a causata dall’accumulo nelle cellule staminali cerebrali di A-beta oligomeri, sostanze tossiche per le cellule stesse,

con l’introduzione degli Anticorpi A13 nelle cellule staminali cerebrali di di topi malati di Alzheimer , per la prima volta si è riusciti a neutralizzare gli A-beta oligomeri

mettendo in moto nuovamente il meccanismo di nascita di nuovi neuroni, che era stato bloccato e ringiovanendo il cervello stesso che è tornato a produrre neuroni a livello quasi normale,

Lo studio, pubblicato sulla rivista Cell Death and Differentiation, è stato coordinato da Antonino Cattaneo, Giovanni Meli e Raffaella Scardigli , un team tutto italiano che ha collaborato con la Scuola Normale Superiore, il Dipartimento di Biologia dell’Università di Roma Tre e il CNR

i risultati sono molto incoraggianti e aprono nuove possibilità di cura, anche se non sarà un percorso rapido, infatti come tutte le sperimentazioni scientifiche, bisognerà passare attraverso diverse sperimentazioni, tra cui quella sugli esseri umani, per poterne definire l’efficacia,

parliamo di ancora qualche anno di lavoro di ricerca clinica e sperimentazione, che però potrebbe portare ad un cambiamento importante nell’approccio e nella cura di una malattia che al momento non ha alcuna terapia risolutiva, e su cui gli interventi vengono generalmente fatti in modo tardivo, quando i neuroni sono già gravemente compromessi,

alzheimer bloccare malattia
alzheimer : scoperta nuova molecola che può bloccare la malattia

i ricercatori hanno dimostrato che intervenendo nelle fasi precoci della malattia, introducendo questo tipo di antibiotici nelle cellule staminali cerebrali, l’Alzheimer si blocca in fase precoce, grazie all’eliminazione della proteina tossica “colpevole” della demenza

I ricercatori parlano anche del fronte delle cure, che si potrebbero aprire grazie alla loro scoperta:

“Il futuro utilizzo dell’anticorpo A13 permetterà di neutralizzare gli A-beta oligomeri dentro i neuroni, bloccando così la malattia ai suoi inizi. il prossimo passo sarà verificare se il blocco della malattia nei modelli animali perduri per almeno un anno, per poter parlare di guarigione”

non possiamo che sperare che si confermino i risultati e possa essere l’inizio per la creazione di nuove cure.

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fonti: Ebri European Brain Research Institute

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