cuoche combattenti

Da vittime di violenza ad imprenditrici culinarie

un gruppo di donne in difficoltà si è trasformato in “Cuoche combattenti”

L’idea del progetto è di Nicoletta Cosentino, una donna palermitana che in passato è stata vittima di violenza e che ha trovato la forza per reagire e sognare un nuovo futuro con un’impresa tutta sua che è diventata realtà, anche grazie all’aiuto del centro antiviolenza,

Nicoletta ha alle spalle un lungo percorso cominciato nel 2015, presso il centro antiviolenza Le Onde ONLUS, stretta nella morsa dell’isolamento e del controllo dell’ex marito da cui non riusciva a separarsi,

una relazione tossica non basata sulla violenza fisica ma su quella psicologica che bloccava la donna nella condizione di impotenza e inferiorità da cui è estremamente difficile uscire,

piano piano grazie ad incontri di gruppo e sedute psicologiche a Nicoletta si è aperto un mondo e la svolta è arrivata con la possibilità, datale dal centro Le Onde di frequentare uno stage di sei mesi presso un laboratorio di produzione alimentare,

durante lo stage Nicoletta ha scoperto la passione per la cucina e l’indipendenza economica, questa ritrovata libertà ha fatto nascere in lei un grande sogno, aprire un laboratorio alimentare, in cui aiutare altre donne vittime di violenza

così con aiuto e supporto esterno ma anche tanta grinta e voglia di rimettersi in gioco Nicoletta ha iniziato il suo progetto, creando un’associazione con altre 8 “cuoche combattenti” tutte desiderose di rifarsi una vita,

l’obiettivo principale è di dare ad altre donne l’opportunità di imparare un lavoro, di diventare autosufficienti dal punto di vista economico riappropriandosi della propria vita

la partenza non è stata facile, come racconta la stessa protagonista:

“Ho chiesto un prestito di microcredito con Banca Etica ma non è stato semplice perché il 20 percento dell’investimento avrei dovuto coprirlo io, cosa che ho potuto fare grazie all’associazione D.I.Re (donne in rete contro la violenza) che ha un fondo per delle “doti di libertà”, ed erogano soldi a chi è in difficoltà, così sono riuscita a partire”

“Cuoche combattenti” è il nome scelto per il loro etichetta di confetture, salse, pesti e marmellate antiviolenza, un nome evocativo della voglia di non mollare e di ricostruirsi una vita ed un’identità anche grazie alla passione per la cucina, il loro motto:

“Mai più paura, mai più in silenzio, non siamo vittime ma combattenti!”

Così due anni fa hanno cominciato con le prime conserve: cipolle rosse, pere e noci, pesto di melanzane, marmellata di prugne, passata di pomodoro,  tutte fatte con prodotti a km0, e tutte simbolo di una grande battaglia,

Tutte le confetture vengono accompagnate da un’etichetta con il logo delle cuoche combattenti e una frase contro la violenza sulla donne,

“Senza paura sei molto più bella”oppure “Tu vali e sei libera sempre” e ancora “Chi ti ama non ti controlla” sono solo 3 degli oltre 20 messaggi dedicate alle donne, presenti sulle confezioni degli alimenti,

cuoche combattenti
l’etichetta de le cuoche combattenti

e da pochi giorni un’altra bella novità: accumulando le entrare delle vendite, attraverso l’utilizzo di campagne di crowdfunding, e donazioni,

il 27 Settembre, le cuoche combattenti hanno aperto a Palermo il loro primo laboratorio, con una bottega per la vendita diretta dei propri prodotti al pubblico, in cui si possono trovare conserve, prodotti da forno, piccola pasticcerie,

mentre Nicoletta non si ferma un’attimo ed è già al lavoro per ampliare la rete di distribuzione dei prodotti in modo che siano reperibili in sempre più punti nella città

Un bellissimo progetto che vede coinvolte 8 donne resilienti, che mostrano come, non senza fatica e sofferenza, si possa rinascere ripartendo dalle proprie passioni e si possa ritrovare la fiducia in se stessi e nelle proprie capacità nonostante un passato doloroso.

Avanti così ragazze!

 

 

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Fonte crediti immagini : Pagina Facebook delle cuoche combattenti

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