Pubblicato il: 2 Luglio 2019

Islanda caccia balene

Un piccolo passo dopo 2 decadi

L’Islanda dopo 17 anni ferma la caccia alle balene per il 2019

mentre purtroppo il Giappone ha ricominciato proprio ieri dopo quasi 33 anni a cacciare i grandi cetacei, una piccola buona notizia arriva da un paese che le balene le ha sempre cacciate, l’Islanda,

che quest’anno invece, contrariamente alla ripresa giapponese ha deciso di fermare la caccia ai grandi cetacei per il 2019 perchè considerata troppo costosa e pericolosa per il turismo,

Dopo 17 anni di caccia libera, finalmente l’Islanda ha detto stop, almeno per quest’anno alla pesca dei grandi cetacei, non per una decisione governativa, ma per le preoccupazioni commerciali rispetto all’andamento dell’economia e del turismo,

A dare l’annuncio sono state le due principali baleniere dell’isola, per prima è stata la Hvalur, l’unica compagnia esportatrice di balene in Giappone, non arpionerà più i grandi cetacei a causa delle difficili condizioni di mercato

in aggiunta vista l’estensione dell’area intorno alle coste in cui è stata vietata la caccia, le imbarcazioni avrebbero dovuto sostenere troppi costi per arrivare in quelle zone in cui è ancora possibile cacciare le balene,

dopo la rinuncia della Hvalur è arrivata anche la rinuncia da parte dell’altra baleniera che opera nei mari islandesi, la IP-Utgerd, che si dedicherà quest’anno alla raccolta dei cetrioli di mare, più remunerativi e semplici da pescare

islanda caccia balene
L’Islanda ferma la caccia alle balene

 

inoltre le balena sono anche una grande fonte turistica per l’Islanda, infatti l’unico anno in cui in passato non si è stata portata avanti la caccia ai cetacei, i numeri del turismo islandese sono cresciuti notevolmente, arrivando a segnare un + 38% rispetto agli anni di caccia,

Quest’anno in cui “Il turismo islandese e con esso l’economia nazionale stanno precipitando velocemente” fermare la caccia sembra una buona idea per richiamare il turismo interessato proprio all’osservazione dei grandi cetacei,

A commentare la notizia è stato anche l’animalista Peter Egan, attore della serie TV Downton Abbey:

“uccidere i grandi cetacei ferisce il turismo incentrato sugli avvistamenti di balene che produce il doppio del profitto rispetto all’industria della caccia”

una piccola buona notizia che però fa ben sperare, anche se non è stata un’imposizione del governo, proprio il carattere di “rinuncia alla caccia” nelle dichiarazioni delle due baleniere, fa capire come ci sia un trend positivo nei consumatori che non sono sempre meno interessati alla carne dei grandi cetacei, tanto da spingere le baleniere a rinunciare a catturarli,

dall’altro lato c’è un turismo sostenibile attratto dalla natura e dell’osservazione delle balene, e che porta molto più lavoro e guadagno di quando ne porti invece il loro sterminio,

pian piano di sta muovendo qualcosa a livello sociale e culturale che potrebbe essere la spinta per innescare un cambiamento anche a livello governativo,

per quest’anno i grandi cetacei islandesi possono stare tranquilli, sperando che anche per i prossimi anni si continuino a disincentivare gli investimenti nella caccia alle balene e come quest’anno, ad utilizzare i grandi cetacei solamente per le osservazioni naturalistiche

Islanda caccia balene
L’Islanda ferma la caccia alle balene

 

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Fonti: Tgcom24.mediaset.it

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