Pubblicato il: 13 Giugno 2019

Tempesta Vaia e riforestazione dei cittadini: adottati più di 16 mila alberi

Si riparte dopo la distruzione

Nelle foreste delle dolomiti dove stanno già crescendo 400 mila nuovi alberi

La vita continua dopo la devastazione che a fine del 2018 aveva colpito ettari di boschi nelle dolomiti distruggendo milioni di alberi e radendo al suolo chilometri di foreste, tra cui la famosa “foresta dei violini”,

le raffiche di vento avevano distrutto tutto, lasciando solo desolazione, ma in Trentino, hanno reagito velocemente e non si sono dati per vinti, ricominciando subito a preparare nuovi alberi da piantare per ricreare le foreste abbattute e riportare in vita i boschi annientati dalla furia del maltempo,

così dopo pochi mesi sono già 400 mila i baby-alberi che stanno ricrescendo nei vivai della Magnifica Comunità di Fiemme, sulle Dolomiti, in Trentino, divisi tra Abeti rossi e Larici, pronti non appena cresciuti abbastanza, ad andare a ricostituire le foreste e prendere il loro posto in una natura in crescita,

non solo per ricreare la foresta e riportare gli animali selvatici a ripopolare quelle zone, al momento distrutte, ma anche perchè gli alberi ancorati al terreno assicuravano la stabilità del terreno, mentre adesso, sena piante, molti versanti delle dolomiti rischiano più facilmente di franare e creare ulteriori problemi e ulteriore distruzione per quelle zone,

Così le nuove piantine stanno già crescendo, anche se il processo è lungo, per ogni pianta servono 4 anni prima che possa essere messa a dimora nel bosco, per farla crescere abbastanza perchè sia in grado di sopravvivere ad animali, inverni rigiri e quanto, se troppo piccola, potrebbe impedirne la crescita e distruggerla,

Ilario Cavada, tecnico forestale della Magnifica Comunità di Fiemme, in prima linea nella progettazione delle nuove foreste delle Dolomiti

“È il nostro modo di aiutare le foreste che adesso sono in difficoltà a ripartire dopo la tempesta Vaia perché altrimenti i tempi della rinnovazione naturale sarebbero molto più lunghi e molti versanti rischierebbero di franare sotto le piogge”

Nella magnifica ci sono due vivai, il primo in piena attività, il vivaio storico di Solaiolo, il secondo riaperto proprio dopo la tempesta,il vivaio Lagorai, dove da Marzo di quest’anno stanno crescendo le 400 mila nuove piante,

Quando si entra nei vivai per osservare il processo di creazione e sviluppo delle nuove piante che andranno a rimpiazzare quelle distrutte, una parte dei vivai è dedicata ai semi appena piantati e alla nascita dei primi germogli, la parte che la vivaista Elisabetta Zanetti chiama scherzosamente “la nursery” per poi passare all’ “asilo nido” in cui stanno le piante fino a quando hanno un paio d’anni di vita, protette e coperte all’interno della serra,

alberi foreste dolomiti
un immagine di una foreste della Dolomiti distrutta dal maltempo

 

quando le piante sono abbastanza grandi è il momento in cui dei tecnici esperti, solitamente una squadra di una decina di persone, le mette a dimora nella foresta, utilizzando attrezzature apposta per valutare la posizione migliore e sistemarle definitivamente,

Ilaria Cavada continua a spiegare sulle pagine di GiornaleTrentino

«Ci sono enormi versanti scoperti e l’obiettivo è quello di piantumarli prima che l’erosione cambi il nostro territorio. Così i tempi sono molto più veloci rispetto a quella che sarebbe la rinnovazione naturale delle foreste»

Anche se il tempo per poter piantare in un bosco un abete o un larice partendo da seme è di 4 anni, fortunatamente la Magnifica Comunità di Fiemme stava già facendo crescere un buon numero di alberi già prima della devastazione delle foreste a causa del maltempo,

così in alcune zone delle dolomiti, quando i boscaioli hanno finito il loro lavoro di rimozione di tutti gli alberi caduti e distrutti, i vivai sono già partiti con la piantumazione e la “ri” creazione di nuove foreste, per non cambiare gli equilibri naturali,

e per vedere tornare a vivere molte zone distrutte, pian piano, non appena nuove tornare di alberi saranno pronti, verranno riqualificate e piantumate tutte le aree distrutte, lasciando di quei terribili giorni e dei boschi annientati, solo un lontano ricordo!

La storia dei vivai e del progetto di aiutare le foreste a ricrearsi è stata raccontata dal mini documentario di Andrea Selva dal titolo “La primavera delle foreste”

 

 

 

 

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Fonti: Andrea Selva per giornaletrenino.it

 

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