Pubblicato il: 16 Aprile 2019

asfalto italiano grafene

In Italia la prima strada al grafene e plastica riciclata 100% riciclabile

Una nuova tecnologia tutta italiana che per la prima volta è stata testata a Roma sull’Ardeatina

un nuovo materiale “supermodificante al grafene” (Gipave) è un ingrediente che permette di migliorare le prestazioni dell’asfalto, rendendolo più resistente, antismog, antighiaccio, inoltre aumenta la resistenza delle strade al passaggio delle auto e riduce il ‘graffio’ degli pneumatici , andando quindi ad aumentare la vita utile dell’asfalto. Dite che potremmo nei prossimi anni dare l’addio definitivo alle buche?

Questo nuovo prodotto italiano strizza anche l’occhio all’ambiente, infatti la combinazione di nuove tecnologie (come Gipave) e la rigenerazione delle vecchie pavimentazioni stradali permettono infatti di utilizzare dei materiali già presenti sulla strada, con un incremento della durata e la diminuzione della manutenzione di quelle nuovo

Tanto che, stimano, le strade realizzate con Gipave potranno essere riciclate al 100%, riducendo così l’estrazione di nuovi materiali e l’impiego di bitume di primo utilizzo, riducendo anche la quantità di materiale da smaltire

La creatrice di questo nuovo materiale è Iterchimica, che si occupa di tecnologie per migliorare le prestazioni dell’asfalto, in collaborazione con Directa Plus, si tratta di un brevetto tutto italiano depositato nel novembre 2017, che fa parte del Progetto Ecopave, un programma di ricerca durato tre anni.

asfalto italiano grafene

Ad ottobre 2018 da una fase di sperimentazione in laboratorio, si è passati ai test su strada, che sono stati condotti in Italia sull’ Ardeatina romana in cui la sperimentazione ha riguardato il rifacimento dei due strati più superficiali di una sezione lunga un chilometro , il primo chilometro al mondo!

Ad Aprile sono arrivati i risultati del primo test di questa innovativa tecnologia che è stata costantemente monitorata per analizzarne le performance nei precedenti 6 mesi.

i risultati confermano i miglioramenti attesi, sotto tutti i punti di vista, +250% di resistenza a fatica, realmente più resistente alla deformazione a parità di sforzo applicato, il modulo di rigidezza è stato misurato a diverse temperature mostrando un miglioramento del 46% a 40°C, resistenza al passaggio di veicoli del 35% in più e infine.

Federica Giannattasio di Iterchimica commenta i risultati:

“A seguito del successo della prova effettuata, e stiamo valutando di replicare l’esperimento sia in altre zone d’Italia sia all’estero, nello specifico in Regno Unito, Stati Uniti e Oman, I test su strada sono stati fatti proprio per validare gli eccellenti risultati di laboratorio,

almeno +250% di resistenza a fatica, e rappresentano un ulteriore passo verso l’obiettivo che ci siamo posti: strade riciclate e riciclabili al 100%, prodotte a basse temperature, durature, senza buche e rispettose dell’ambiente”

 

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Fonti : repubblica.it

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2 Comments

  1. ma siamo sicuri che sia una buona idea? se e’ plastica, prima o poi si sgretolera’ e le microfibre finiranno nell’ambiente…

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