Pubblicato il: 9 Aprile 2019

cintura non vedenti

“L’ho fatto per la mia amica Debora”

Ecco come Loris spiega il motivo che l’ha spinto a programmare una cintura che aiuti i non vendenti ad orientarsi: una questione di amicizia

Loris Esposito è un liceale di 14 anni che vive a Leno, nel bresciano, dove frequenta il primo anno al liceo scientifico Vincenzo Capirola di Leno, ma l’idea risale già a qualche anno fa, gli è venuta in fatti in seconda media, quando guardando una sua compagna non vedente che si aiutava con il bastone per camminare nei corridoi,

ha pensato che avrebbe voluto aiutarla, e quando ha iniziata a studiare la programmazione, ha lavorato per 3 mesi per mettere in atto tutto quello che aveva imparato a lezione e applicare la teoria alla pratica,

per creare le basi di una cintura che grazie ad un sistema di sensori ad ultrasuoni può segnalare alle persone non vedenti gli ostacoli che si trovano sul loro percorso, aiutandoli ad orientarsi nei movimenti

Grazie a dei sensori rileva gli oggetti che ha intorno: produce un suono diverso se si trovano a destra, a sinistra oppure davanti alla persona che la indossa.

Loris che aveva già pensato all’idea quando era alle scuole medie, l’aveva portata agli esami di terza media, quando ha parlato della mancanza della vista come argomento centrale della sua tesina di fine anno ed ha ottenuto il massimo dei voti

cintura non vedenti

Ai giornalisti il giovane racconta:

“In classe c’era un’insegnante di sostegno che ci ha fatto capire molte cose faceva sentire noi ragazzi come persone con una missione: aiutare chi è più sfortunato di noi. Una cosa che mi è rimasta dentro”

Poi grazie ad un corso pomeridiano di programmazione Loris si appassiona e punta ad un obiettivo più ambizioso, realizzare quell’idea che era sempre rimasta sulla carta per aiutare Debora a muoversi con più agilità, senza quel bastone così ingombrante per lei.

Così proprio grazie alla sua invenzione Loris ha da poco vinto un concorso dell’università Politecnico di Milano, dedicato ai giovani programmatori e ha ottenuto il primo posto nella categoria “Coolest project” sezione “Utilità sociale”, vittoria che il mese prossimo, 5 maggio, lo porterà a Dublino, a presentare il suo prototipo al mondo intero

A spronarlo a partecipare e a stagli affianco c’è il suo professore di tecnologia, Giuseppe Natale ed è grazie a lui che Loris, che da grande vuole fare l’ingegnere aerospaziale, si è convinto ad iscriversi al concorso

E ora l’ha vinto è pronto per volare in Irlanda per presentare il suo lavoro, ha già in mente di migliorarlo:

“voglio impegnarmi per rendere più piccole le componenti della cintura per non vedenti. Penso anche di aggiungere auricolari e, per i non udenti, anche un sistema di vibrazioni.

Voglio realizzare anche una sorta di cavigliera, così che i non vedenti possano superare senza problemi gradini e marciapiedi”

Ermellina Ravelli, preside storica dell’istituto superiore che frequentano sia Loris che Debora racconta sorridente:

“Il destino vuole che siano di nuovo entrambi nella stessa scuola lei è al linguistico, lui allo scientifico. L’aiuto che Loris potrà dare fuori, ad altre persone non vedenti, in questa scuola di provincia lo condividiamo già. E la trovo una storia bellissima”

Chissà che non sia proprio la sua amica Debora, una volta che il prototipo avrà preso forma, la prima a provare l’invenzione pensata dal compagno, proprio per lei!

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Fonti: ilgiornaledibrescia.it

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