Pubblicato il: 11 Febbraio 2019

brindisi scritte omofobe

Un bellissimo gesto d’amore, contro l’omofobia l’ignoranza e la violenza,

Ecco cos’è successo a Brindisi dove tutti i compagni di classe si sono scagliati con cartelli e striscioni in difesa del compagno

Svegliarsi, andare a scuola e ritrovarsi il proprio nome e cognome scritto su un muro associati ad insulti omofobi, sotto gli occhi di tutti i compagni di scuola, non deve essere sicuramente stato facile per il ragazzo in questione, un giovane minorenne che frequenta l’istituto alberghiero a Brindisi,

per fortuna la reazione dei compagni di classe è stata esemplare, e si sono presentati il giorno dopo fuori da scuola con striscioni colorati, cartelli, megafono per sostenere il compagno e dare un calcio all’omofobia e alla paura,

Al grido di Love is Love e l’hashtag #siamotuttifroci, hanno manifestato pacificamente contro i bulli che pensavano di fare un gesto intimidatorio o di prendere in giro il ragazzo, facendolo vergognare o sentire bersaglio degli insulti

mostrando ai bulli, di avere scatenato proprio la reazione opposta, non paura non vergogna, ma un gruppo di amici che con amore si schiera a sostegno e protezione del compagno e contro ogni forma di discriminazione

brindisi scritte omofobe

 

oltre ai compagni di classe, alla manifestazione , diventata un piccolo flash mob, hanno partecipato anche i docenti e ragazzi di altre scuole superiori della città, avvertiti dell’evento dai rappresentanti degli studenti dell’alberghiero,

Durante la manifestazione è intervenuto il giovane vittima degli insulti e ha parlato con molto coraggio davanti ai suoi coetanei, commuovendo tutti

“Io sono fortunato ho accanto la mia famiglia e i miei amici, oggi la vostra vicinanza mi fa sentire più forte in questo mio percorso di vita”

Dopo di lui altri ragazzi si sono esposti ed espressi sull’episodio e sul coraggio di affrontare chi ci vuole spaventare o intimidire per le nostre scelte

“Che ne sapete voi della paura quella che ci distrugge che annienta le famiglie, gli amici di scuola. Che ne sapete voi del dolore, che dura finché qualcuno non ti libera, accettandoti per quello che sei, un omosessuale”.

Mentre i compagni di classe e i ragazzi presenti raccontano i loro pensiero, spiegano come questo episodio sia la dimostrazione di quando ancora siano radicate anche nei giovani l’intolleranza, la paura per il diverso e l’ignoranza, sostenendo che chi ha imbrattato i muri con quelle scritte possa essere accomunato ad un qualunque balordo o criminale,

Affermano che vorrebbero poter fare qualcosa per chi ha commesso questo gesto che loro chiamo “dei poveri di spirito, loro sì deviati e pericolosi, forse poco amati, certamente trascurati e male educati, ridotti ad essere mine vaganti che tentano di darsi un’identità attraverso atti di bullismo”.

Anche il dirigente scolastico Vincenzo Antonio Micia oltre ad avere fatto immediatamente cancellare le scritte, ha supportato i ragazzi nella loro protesta pacifica e rassicurato sulle intenzioni e il pensiero dell’istituto: “Questa scuola costruisce ponti e non permetterà l’omofobia”

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Fonti: repubblica.it 

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