Pubblicato il: 19 Dicembre 2018

ospitalità rifugiati

E’ il bilancio del secondo anno di vita dell’associazione “Refugees Welcome Italia”

che chiude i primi 2 anni con 120 famiglie in cui c’è stata una convivenza e altre 1200 che hanno fatto richiesta

Una delle frasi più classiche e banali quando ci si trova a parlare di un tema così difficile e controverso come l’immigrazione, è:

“vabbè perchè non te li prendi tu in casa?”

Ecco… in Italia sono 120 le famiglie che l’hanno fatto e lo stanno facendo davvero, e hanno convissuto o stanno convivendo con migranti rifugiati,

Grazie all’associazione “Refugees Welcome Italia” che ha da poco mostrato i risultati di 2 anni di vita del progetto, 120 convivenze sono già state avviate, mentre le famiglie che si sono offerte di ospitare un rifugiato sono quasi 1200

le convivenze generalmente hanno un periodo di tempo prestabilito e durano 7 mesi, al momento le convivenze in corso sono 31, mentre le altre sono finite,

di queste 120 famiglie, 8 hanno deciso visti i rapporti instaurati, di prolungare la convivenza a tempo indeterminato,

ospitalità rifugiati

le regioni dove si accoglie di più sono il Lazio e la Lombardia, e la città con più convivenze è Roma, con 30 convivenze,

le famiglie che hanno accolto o accolgono sono principalmente composte da coppie con figli (30%), ci sono poi le persone singole (28%), le coppie senza figli (23%) e le coppie con figli adulti fuori casa (11%).

Mentre chi è accolto è per la maggioranza (quasi il 60%) un titolare di protezione umanitaria, mentre i rifugiati sono il 20% e le persone con protezione sussidiaria il 16%.

Alla presentazione del rapporto dei due anni di vita di Refugees Welcome Italia, c’erano anche diverse famiglie ospitanti con i rifugiati che hanno accolto in casa.

Laura Pinzani una di queste racconta:

“Non ho motivazioni particolarmente elevate per aver scelto di ospitare una persona. Volevo solo fare qualcosa,

Volevo che mio figlio conoscesse persone che non hanno avuto le possibilità e la spensieratezza con cui è cresciuto lui e come crescono la maggior parte dei ragazzi italiani. E si rendesse conto della fortuna avuta a nascere da questa parte”.

Ho trovato Refugees Welcome a Roma, dopo tre o quattro incontri con delle persone molto brave e disponibili, io, i miei figli e Sahal (il ragazzo che ospita) e ci siamo incontrati in un bar romano, ci siamo parlati e per fortuna siamo piaciuti anche a lui

Abbiamo ricevuto tanto e riceviamo tanto da lui. Culturalmente, per noi è un arricchimento.

Ora Sahal vive ancora da Laura, e sta imparando l’italiano grazie a suo figlio Riccardo, è felice, ha trovato un piccolo lavoro, e a casa Pinzani sperimenta una “vita normale”.

Quando sono arrivato in Italia all’inizio stavo da solo, avevo paura a vedere i ragazzi che stanno in strada, che muoiono di fame. Ora sento di avere una famiglia”.

Oltre a loro, Anna Masera giornalista de La Stampa , che in Sicilia ha accolto  Dodou, ragazzo del Gambia di 21 anni

Mohamed, un ragazzo rifugiato di 18 anni della Costa D’Avorio arrivato come minore non accompagnato che vive con i coniugi Martina e Michele e  i loro figli a Ferrara

Antonella Agnoli la bibliotecaria di Bologna  che accoglie da tre anni, con la sua famiglia, Karim, ragazzo ventenne del Benin approdato a Lampedusa

Giorgio Campanini di 88 anni che ha accolto in casa Mursal, giovane somalo. Il figlio Sandro, 52 anni, ha deciso per questo ha deciso di aprire casa ad Abdi, anche lui somalo di 22 anni.

e molti altri, 120 storie di accoglienza tutte italiane

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fonti: Today.it

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