Pubblicato il: 5 Set 2018

Il team di ricercatori italiani è riuscito a “indirizzare” la crescita e specializzazione delle cellule staminali

la scoperta potrebbe portare alla cura di ictus e al recupero delle capacità motorie.

Un team di ricercatori coordinati da Federico Cremisi del laboratorio di Biologia della Scuola Normale Superiore di Pisa e da Michèle Studer dell’Università francese di Nizza,

è riuscito a riprodurre in laboratorio le cellule della corteccia cerebrale, partendo da cellule staminali

embrionali di topo trasformandole in cellule nervose tipiche di aree specifiche della corteccia cerebrale, anche quelle della corteccia cerebrale anteriore, che è responsabile dei movimenti dei muscoli.

La scoperta potrebbe essere un passo importante verso la cura dell’ictus, perché apre alla possibilità di un recupero completo della capacità motoria di braccia o gambe.

Ci sono voluti otto anni di lavoro per riuscire a portare a termine la prima sperimentazione sulle cavie di laboratorio, adesso manca la sperimentazione sull’uomo che durerà altri 3 anni e per la quale servono 100 mila euro.

il dottor Cremisi racconta in un intervista ad il tirreno:

“Il laboratorio della Normale è già attrezzato. Basta partire per arrivare a una soluzione che risolverebbe uno dei problemi più grandi delle malattie di questi anni”

La specializzazione delle cellule staminali è un processo che la natura svolge spontaneamente, ma che è difficile riprodurre in laboratorio, soprattutto se si tratta di riprodurre cellule nervose caratterizzate, cioè specifiche,

la produzione di cellule nervose generiche è una pratica ormai diffusa tra chi fa ricerca, ma il team guidato da Cremisi è riuscito a riprodurre in vitro sia cellule specifiche della corteccia cerebrale posteriore ‘sensoriale’, responsabili del tatto e della vista, sia cellule della corteccia cerebrale anteriore motoria, responsabile dei movimenti”.

SULL’UOMO

il ricercatore Stefano Cremisi

ora che i ricercatori stanno capendo come  guidare l’evoluzione delle cellule staminali in cellule nervose specifiche, queste scoperte aprono la strada alla possibilità di sostituire le cellule cerebrali morte (per esempio in conseguenza di un ictus), con quelle prodotte in vitro.

 “possono essere trapiantate negli esseri umani per la cura di alcune patologie”.

Quelle cerebrali della corteccia anteriore sono ideali per la cura dell’ictus, per il recupero della capacità motoria.

Mentre per quelle della corteccia posteriore ancora devono essere individuati i possibili utilizzi legali a tutti i disturbi che intaccano quell’area del cervello

e quando durante l’intervista gli viene chiesto quanto tempo manca rispetto ad un applicazione effettiva e clinica sull’uomo Cremisi risponde:

“Manca tanto e manca poco, la ricerca c’è tutta. Le conoscenze anche. I ricercatori preparati pure. In laboratorio, i risultati ci sono stati. Ora dobbiamo iniziare il procedimento con cellule umane”

Cremisi si aspetta che anche sulle cellule umane i risultati vengano confermati. e, racconta il dottore, se lo aspettano anche i tanti pazienti che continuano a chiamare il laboratorio per ricevere aggiornamenti e notizie positive.

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fonti : iltirrenoNormale di Pisa

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